Venezia 2020, Alessio Boni sul red carpet con il figlio tra le braccia
Qualche anno fa Alessio Boni aveva descritto così, a Vanity Fair, la sua idea di famiglia: «Quattordici figli, una donna, un caminetto, tutti attorno alle piante che raccogliamo le olive a novembre». Il primo figlio è arrivato in pieno lockdown. La compagna dell’attore, la giornalista Nina Verdelli, il 23 marzo ha dato alla luce Lorenzo. Boni era in sala parto a tagliare il cordone ombelicale. E da quando è diventato padre non si separa dal piccolo nemmeno il tempo di un red carpet. A Venezia 77 per il cortometraggio Revenge Room, Alessio ha sfilato sul tappeto rosso con la compagna e il figlio in braccio. Distribuendo sorrisi radiosi che raccontano tutta la sua gioia da neopapà.
L’attore nei giorni della pandemia è stato travolto da emozioni contrastanti: da una parte la gioia estrema di avere un figlio, dall’altra il dolore della sua Bergamo, travolta dal virus che gli ha portato via amici e la zia Laura di 66 anni. «Ho vissuto una quarantena fuori dal comune», ci ha raccontato l’attore, lo scorso maggio, collegato via Skype. «L’estrema felicità si contrapponeva alla tragicità del momento, a volte mi sentivo in colpa di gioire per una smorfia di Lorenzo, mentre nella mia città si stilava un bollettino di guerra. A volte la felicità arriva nei momenti più insulsi».
Da neo papà Boni ha assaporato una nuova forma d’amore, «se non la provi non riesci a comprenderla», ci ha confessato, «quando è nato Lorenzo ho visto nei suoi occhi una sorta di eternità. Ho capito che cosa intendeva Omero con gli dei: tramandare le sorti del futuro di padre in figlio è una specie d’immortalità. Con lui ho uno scambio profondo, potente, ancestrale che muta di giorno in giorno». E in questo continuo scambio l’attore si sente cambiato, «in realtà sono gli altri che me lo fanno notare, dicono che sprigiono una luce diversa».
Alessio un figlio lo sognava da anni. E ora che è arrivato, non lo molla nemmeno il tempo di un red carpet.