Valentina Sampaio, la modella trans dai mille record e altri esempi di inclusività da seguire
La storia di Valentina Sampaio è una di quelle che vale la pena raccontare.
A oggi, è la prima modella transgender ad apparire sulla copertina di Sports Illustrated e questo suo ennesimo record non è che uno dei tanti traguardi di un’industria, quella della moda, che si sta dimostrando sempre più aperta e inclusiva. We’re happy!
Eccola qui mentre posa per il numero della storica rivista che ogni anno è dedicato ai costumi da bagno e lancia un messaggio importante a tutti i suoi followers:
«Sono onorata di fare parte di un progetto che celebra le donne, la bellezza, il talento e la diversità. Essere trans di solito significa vedersi chiudere le porte in faccia. Siamo oggetto di scherni, insulti e violenze per il solo fatto che esistiamo. Per noi, le possibilità di crescere in una famiglia che ci ama, non essere discriminati a scuola e trovare un lavoro dignitoso sono limitate».
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Privilegio vuol dire poter fare delle cose, anche quelle che non desideriIl suo caso è sicuramente tra i più emblematici: 23 anni, brasiliana, ha iniziato il percorso di transizione a 8 anni, sostenuta dai genitori. Ha scelto di chiamarsi Valentina, si è trasferita a San Paolo per iniziare a studiare architettura e a soli 15 anni ha iniziato a sfilare sulle passerelle.
Nel 2017 è stata la prima trans a essere scelta come cover girl di Vogue Paris, mentre lo scorso anno ha infranto ogni barriera firmando un contratto come angelo di Victoria’s Secret. Nel frattempo è diventata testimonial di L’Oréal e con i suoi continui successi sta dettando nuove regole nel campo della moda, facendosi volto e portavoce della comunità LGBTQ+.
Con questo video su Instagram ha voluto raccontare la sua storia e il suo percorso di vita: «Vengo da un piccolo villaggio di pescatori in Brasile, un Paese bellissimo che però ha il più alto numero di episodi di violenza nei confronti dei trans. Non è facile viverci se sei diverso, ma io ho capito che non dovevo mollare».
Per questo, da anni, si batte a sostegno dell’inclusività: «È vero, a oggi stiamo facendo un sacco di passi in avanti, ma non sono ancora abbastanza. Devo molto alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto. I miei sono orgogliosi di me e so di essere fortunata. Ma non tutti lo sono. Io sono vista come la donna che voglio essere e questa non deve essere l’eccezione, ma la regola. Mi sento forte e voglio lottare insieme a chi affronta ogni tipo di discriminazione».
Per fortuna, insieme a lei ci sono tante altre modelle trans che stanno collaborando con brand importanti. Tra di loro, Teddy Quinlivan, 26enne americana scoperta dal direttore creativo di Louis Vuitton e oggi testimonial e volto beauty di Chanel per tutta la linea dedicata allo skincare.
«Nessuno ha il diritto di dirvi che siete meno capaci solo per via della vostra identità di genere o della vostra sessualità». Go on, girl!
Un altro celebre esempio è quello di Hunter Schafer, 20 anni, americana che non ha conquistato solo il mondo delle passerelle, ma anche il cuore di tutti i fan della serie tv Euphoria per il ruolo di Jules, una ragazza transgender. Eccola qui nella nuova campagna pubblicitaria di Calvin Klein insieme a Kendall Jenner. Ha lavorato anche per Dior e Miu Miu, a oggi è un talento della recitazione e ovviamente anche lei si batte per i diritti della comunità di cui fa fieramente parte.
Nel 2019, invece, Indya Moore è stata la prima transgender a posare sulla copertina della rivista Elle. Alle spalle ha un passato difficile nel Bronx, da cui è scappata a 14 anni, e diversi episodi di bullismo e di transfobia che l’hanno segnata. Ma lei non si è arresa e, anche senza il sostegno della famiglia, ha iniziato una brillante carriera nella moda. Oggi collabora con marchi di lusso ed è tra i protagonisti di Pose, la celebre serie tv su Netflix in cui recita anche Billy Porter. Anche lei è un simbolo di come, alla fine, siamo noi a creare il nostro destino. E, se la strada è ancora in salita, non bisogna mai mettere da parte noi stessi.