Las Vegas, un parcheggio all’aperto è il letto dei senzatetto
Da Las Vegas arrivano le immagini di un parcheggio adibito a rifugio per i senzatetto. Per contenere di contagi di coronavirus, gli agenti della contea hanno disegnato dei box molto piccoli in vernice bianca, diventati dei blocchi in cui uomini e donne che solitamente vivono in strada, possono dormire, mantenendo la distanza di sicurezza. Rimarranno lì fino al 3 aprile.
Le foto che arrivano da una delle città più ricche del Nevada, hanno fatto il giro del mondo, non senza suscitare discussioni. In risposta alle critiche, i funzionari hanno sottolineato che «si tratta di sistemazione di emergenza dopo che un altro rifugio notturno da 500 posti letto è stato costretto a chiudere proprio in seguito ad un caso Covid-19».
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Subway Hands: le mani raccontano la paura del coronavirus. Le fotoSolo lo scorso novembre, Las Vegas ha approvato una legge che rende illegale per i senzatetto dormire in strada quando sono disponibili letti nei centri di accoglienza. L’emergenza homeless riguarda tuttavia tutti gli Stati Uniti dove il numero delle persone costrette a vivere in strada è in continuo aumento.
After criminalizing homelessness this year, Las Vegas is now packing people into concrete grids out of sight.
There are 150K hotel rooms in Vegas going unused right now. How about public-private cooperation (resources) to temporarily house them there? And fund permanent housing! pic.twitter.com/wxZ4ZD6Jtc
— Julián Castro (@JulianCastro) March 30, 2020
«Dopo aver criminalizzato i senzatetto, Las Vegas ora sta chiudendo le persone in piccole scatole fuori dalla vista di tutti», ha twittato Julián Castro, ex sindaco di San Antonio ed ex candidato alle presidenziali. «Ci sono 150.000 camere d’albergo a Las Vegas che non vengono utilizzate in questo momento. Che ne dite di una cooperazione pubblico-privato per ospitarli temporaneamente lì? E finanziare alloggi permanenti?».
In tutto il mondo la pandemia covid-19 sta mettendo in luce diverse emergenze nell’emergenza. L’assistenza ai senzatetto è una di queste. In Italia, dove nei primi giorni dell’epidemia alcuni senzatetto sono stati multati perché erano in strada, sono almeno 51mila le persone senza fissa dimora che rischiano di essere contagiate dal coronavirus e che hanno un accesso molto limitato alle norme igienico-sanitarie adeguate. Per loro è partita una grande gara di solidarietà da parte delle associazioni che quotidianamente se ne occupano. Il Portogallo è stato il Paese che per primo ha scelto di garantire a tutti, compresi i più vulnerabili, l’accesso alla sanità pubblica e ha così regolarizzato tutti i richiedenti asilo presenti sul territorio. Un esempio importante.