Coronavirus: viaggi annullati, rimborsi e prenotazioni. Cosa sapere e cosa fare
Cosa succede nel mondo dei viaggi? Mentre sono sempre più i Paesi che hanno imposto blocchi e quarantene verso i turisti italiani (trovate le disposizoni vigenti nelle chede di ogni paese sul sito Viaggiare Sicuri) tanti cittadini scelgono di non confermare le proprie partenze anche verso luoghi nei quali non vi sono restrizioni.
Nel comunicato diffuso da Astoi, l’Associazione Nazionale dei Tour operator, si afferma che «nelle ultime settimane il comparto del turismo organizzato (agenzie di viaggi e tour operator) ha assistito non solo ad un azzeramento della domanda verso la Cina e verso le altre mete asiatiche, ma anche a un blocco della domanda di viaggi in generale per tutte le destinazioni del mondo, oltre che a un raddoppio delle richieste di cancellazione di viaggi. Inoltre, alcuni Paesi esteri stanno adottando misure restrittive nei confronti dell’ingresso di viaggiatori italiani, fattore che determina un ulteriore aggravio del danno, che è già molto ingente».
Non si tratta quindi solo di mancanze di arrivi del turismo incoming ma anche del turismo outgoing che, non va dimenticato, comprende business travel, gite scolastiche, eventi, congressi. Il danno per le imprese turistiche è alto, e per questo l’Associazione Nazionale chiede al governo di dichiarare lo stato di crisi del comparto e varare misure straordinarie di sostegno alle imprese del settore sull’intero territorio nazionale, dallo sgravio fiscale all’accesso agevolato per le imprese agli ammortizzatori sociali.
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Viaggi: dove poasiamo o non possiamo andareGiorgio Palmuzi, Presidente di Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, invita all’unità di tutti gli operatori in questo momento e ricorda che il sistema del turismo italiano per l’anno 2020 ha piani importanti di promozione e di accoglienza che non si possono tralasciare: «La congiuntura internazionale che ora sembra critica farà emergere nuove energie comuni e Enit continuerà a fare la sua parte, proseguendo con forza le sue attività sul mercato domestico e sui mercati internazionali». E commenta: «L’Italia turistica rischia in quasto momento di fare autogol, di autolesionarsi stressando misure precauzionali con dell’iperrealismo che diventa surrealismo. La Penisola sfoggia sempre di più i suoi primati e ha davanti a sé un 2020 con una strategia orientata a nuovi mercati e segmenti. Occorre imprimere sempre maggiore centralità al settore che rappresenta quasi il 13% del Pil e con 4,2 milioni di occupati fa dell’Italia una leader in Europa».
I RIMBORSI
Ma cosa succede a chi ha dovuto rinunciare al proprio viaggio per cause di forza maggiore, per esempio perché diretto verso alcuni dei paesi che hanno imposto i blocchi, o che ha semplicente preferito non partire? Massimiliano Dona, Presidente dall‘Associazione Nazionali Consumatori commenta: «Sui viaggi bisogna fare una distinzione caso per caso. Se esiste una difficoltà reale, lo sconsiglio o il divieto di ingresso, il consumatore ha diritto al rimborso di quanto versato, ma non a un risarcimento proprio perché intervengono cause di forza maggiore. Certo, dall’altra parte c’è un operatore turistico che rimane schiacciato tra incudine e martello, ma purtroppo tra un’azienda e un consumatore si tutela il secondo. Di qui a far tornare i soldi in tasca ai consumatori ce ne passa. Noi consigliamo di scrivere al tour operator, all’agenzia o alla compagnia aerea, un’email in copia con la nostra associazione (info@consumatori.it) una richiesta nella quale si menziona il viaggio e si chiede il rimborso di quanto versato, del prezzo completo o dell’acconto. Alcune aziende, come Italo e Trenitalia, hanno dichiarato spontaneamente che rimborseranno i viaggi nelle zone interdette, altre come Ryanair al momento stanno rifiutando i rimborsi».
Specifica Massimiliano Dona: «Ovviamente vale la premessa che i rimborsi sono dovuti solo a situazioni legate al virus. Se il consumatrore si reca in una zona non a rischio ottenere un risarcimento è molto difficile, perché semmai è una cautela personale nel non voler frequentare l’aeroporto. A meno che non si tratti di una persona con una quadro di salute difficile, caso in cui avrebbe diritto al rimborso. Come dicevamo va valutato caso per caso».
Riguardo a tema, non secondario di eventi, musei, concerti, partite di calcio, il Presidente dell’Associazione commenta: «Alcune società sportive che giocheranno le partite a porte chiuse stanno rimborsando i biglietti. Altri come la Juventus si stanno rifiutando, perché non è previsto dai loro contratti, che noi riteniamo però vessatori: una società non può rifiutarsi di rimborsare il biglietto per una partita a porte chiuse. Ancora una volta, tra la società e il consumatore vince quest’ultimo».
Per programmare nel futuro i propri viaggi è bene stipulare polizze annullamento, che costano circa 50 euro. Così facendo si può tranquillamente prenotare una vacanza per l’estate con la possibilità di rinunciarci senza perdere soldi, e forse, prenotando oggi, anche di risparmiare. Aggiungo che prenotare adesso è anche un modo per dare un segnale di positività alle nostre aziende e per dire che non ci facciamo piegare da questa settimana».