«Chiamatemi solo Harry»: così il principe ha dato il via all’ultimo round di impegni reali
«Chiamatemi Harry, solo e semplicemente Harry». Colui che un tempo era noto come principe, fratello di William, o duca di Sussex, ora che è tornato temporaneamente in Gran Bretagna ha chiesto ai suoi collaboratori di non profondersi più in alcun formalismo. Harry ha chiesto di essere riconosciuto per quel che è: Harry e basta, un uomo, un marito, un padre, impegnato oggi nella propria attività.
«Ha chiarito di voler essere chiamato solo Harry», ha spiegato Ayesha Hazarika, una consulente del partito laburista che, a Edimburgo, ha partecipato con lui al convegno sul turismo sostenibile ospitato dall’International Conference Center. Harry, volato in Scozia senza Meghan Markle, è stato chiamato a presentare (anche) il suo ultimo progetto, Travalyst, volto a quantificare le emissioni di carbonio che un singolo viaggiatore produce. Il sistema, che dovrebbe essere lanciato a breve sul mercato scozzese, dovrebbe essere il primo passo per un’economia più sostenibile, per un mondo più green.
«L’industria turistica, in Scozia, è all’avanguardia», ha detto Harry, nel corso del proprio intervento. Ma le parole del principe, che tra cinque settimane si dimetterà ufficialmente da senior member della famiglia reale, non sono bastate a placare la rabbia dei suoi detrattori. E nemmeno è bastato il tragitto del duca che ha raggiunto la Scozia prima con un volo di linea dal Canada e con un treno poi. Harry sarebbe colpevole di aver già preso sette aerei privati quest’anno. E il numero, complice il trasferimento in Nord America, sembrerebbe destinato a crescere, proporzionalmente alle emissioni di carbonio riconducibili ad Harry, noto in Scozia come Conte di Dumbarton.