Il Ponte Morandi sarà pronto in primavera?
Il Morandi rinasce. Entro la sera di martedì 11 febbraio saranno alzati 200 metri lineari di impalcato del nuovo ponte per Genova. La prossima è una settimana decisiva nei lavori di ricostruzione del viadotto crollato. Almeno secondo quanto annunciato dall’amministrazione del capoluogo ligure.
«Venerdì sera o al massimo sabato mattina sarà alzato l’impalcato lungo 50 metri nei pressi di via Fillak», ha spiegato il sindaco di Genova Marco Bucci, «lunedì 10 febbraio sarà alzata la “spalla” all’uscita della galleria di Ponente, una gru collocata all’uscita del tunnel tirerà su un pezzo di ponte diverso da tutti gli altri vari avvenuti fino a oggi, mentre il primo maxi impalcato lungo 100 metri tra le pile 8 e 9 sarà trasportato in loco durante il weekend e alzato tra lunedì pomeriggio e martedì, giornata entro la quale le operazioni devono essere concluse».
Non sono mancati i rinvii nella gestione della ricostruzione (in teoria l’inaugurazione è fissata per la primavera 2020), ma davvero la prossima settimana dovrebbe essere quella in cui comincerà ad apparire parte del nuovo ponte. Venerdì 14 febbraio saranno passati 18 mesi dal crollo e i parenti delle 43 vittime hanno organizzato una manifestazione al casello autostradale di Genova Ovest a partire dalle 10.
«Una manifestazione, un volantinaggio, affinché qualcosa cambi in futuro e tragedie come quella del ponte Morandi non accadano mai più» ha detto a Primocanale Egle Possetti, presidente Comitato in ricordo delle vittime Ponte Morandi. Proprio i parenti delle vittime sono stati i primi a protestare dopo la frase choc pronunciata dal fotografo Oliviero Toscani: «A chi interessa che crolli un ponte?».
Da qui il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha lanciato l’hashtag #anointeressa. «Noi quelle frasi non le vorremmo sentire più», ha detto ancora Egle Possetti, «Il fatto che un ponte sia crollato non interessa solo a noi, ma anche ai genovesi e a tutti gli italiani che non vogliono più assistere a una tragedia simile».
Il fotografo si è scusato, ma questo non è bastato a salvare il suo rapporto trentennale con la Benetton. «Benetton Group, con il suo Presidente Luciano Benetton, nel dissociarsi nel modo più assoluto dalle affermazioni di Oliviero Toscani a proposito del crollo del Ponte Morandi, prende atto dell’impossibilità di continuare il rapporto di collaborazione con il direttore creativo», si legge in una nota.
«Mi scuso. Di più: ho vergogna anche di scusarmi. Sono distrutto umanamente e profondamente addolorato», ha detto il fotografo. «Ho detto quelle parole infelici, ma la mia frase è stata estrapolata dal contesto». Non è servito. Benetton, azionista di Atlantia, società che gestisce Autostrade, ha ribadito la «sincera vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questa tremenda tragedia».