E se il motomondiale non avesse più un posto per Valentino Rossi?
Quella che comincia il prossimo marzo potrebbe essere l’ultima stagione nel motomondiale di Valentino Rossi. Certamente sarà l’ultima in Yamaha. La casa giapponese ha comunicato che dal 2021 il Dottore verrà sostituito dalla stella nascente francese Fabio Quartararo che farà coppia con nel team ufficiale con Maverick Viñales, che ha rinnovato fino al 2022.
In due hanno poco più degli anni di Rossi. Valentino ne compie 41 il 16 febbraio, il francese ne ha 20, lo spagnolo 25. L’anagrafe conta sempre nello sport ed è logico per una squadra che vuole essere di primo piano e in lotta per il mondiale guardare al futuro.
Per Rossi, campione del mondo l’ultima volta nel 2009, le ipotesi sono due. C’è la possibilità del ritiro a fine stagione e quella del passaggio a un altro team.
Dall’alto dei suoi titoli mondiali potrebbe, agli occhi dei profani, ritirarsi senza rimpianti, ma gli uomini di sport faticano a lasciare il campo e il Dottore non è diverso, anche i risultati hanno stentato a venire nelle ultime stagioni. Lui ha sempre detto che avrebbe continuato solo se avesse sentito di essere competitivo. Bisognerà vedere come andrà la stagione 2020.
Valentino ne è consapevole. «Yamaha mi ha chiesto all’inizio dell’anno di prendere una decisione in merito al mio futuro. Coerentemente con quello che ho detto durante l’ultima stagione, ho confermato che non volevo affrettare alcuna decisione e avevo bisogno di più tempo. Yamaha ha agito di conseguenza e ha concluso i negoziati in corso. È chiaro che dopo gli ultimi cambiamenti tecnici e con l’arrivo del mio nuovo capo equipaggio, il mio primo obiettivo è essere competitivo quest’anno e continuare la mia carriera come pilota MotoGP anche nel 2021».
La via d’uscita di un altro team esiste. È quella dello spostamento nel team Petronas, sempre in Yamaha. Non è la prima squadra ma avrebbe al fianco un amico come Franco Morbidelli o il fratello Luca Marini, se passasse dalla Moto2 alla MotoGp.
Lui ha più volte ribadito che il problema non è l’età, ma sono anni ormai che gli fanno notare che forse non ha più l’età. Per Vale conta la voglia, non il tempo che passa. La domanda è sempre la stessa: perché non chiudere adesso una carriera da incorniciare? Perché trascinarla magari un paio d’anni senza vittorie? Il dottore risponde sempre a queste domande e quasi sempre nello stesso modo. «Non mi piace non vincere, ma mi è capitato in passato. Ho vinto 89 gare in MotoGP quindi non è male, potrei anche fermarmi qui con il numero di successi in carriera, di certo non ho perso la motivazione e non voglio mollare, ho sempre la stessa voglia di arrivare alle gare».