La Brexit è vera. Il voto dell’Europa e la festa del Regno Unito
L’accordo è comune e ha via libera. Dopo il Parlamento britannico anche quello europeo vota la Brexit e la rende realtà. Il voto dell’accordo concordato dal governo britannico e dalla Commissione Europea è l’ultimo passaggio formale della storia di questo matrimonio che durava dagli anni Settanta. Ne è venuto fuori un divorzio che potrebbe avere strascichi per i prossimi mesi, quelli lasciati aperti alle trattative per concordare, punto per punto, materia per materia, i nuovi rapporti fra Londra e Bruxelles.
Venerdì 31 gennaio 2020 è l’ultimo giorno nell’Unione Europea del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Dalla mezzanotte UK non farà più parte di UE e vivrà il suo primo weekend da liberato, almeno per quel che pensano quanti hanno sostenuto la Brexit fin dalla vittoria al referendum del 2016.
In questo periodo però i rapporti non cambieranno di colpo. Il periodo di transizione durerà quasi un anno, fino al 31 dicembre 2020, e in questo periodo i cambiamenti saranno limitati. Governo britannico e Commissione europea dovranno poi negoziare le loro relazioni future, su tutto ci sarà da discutere a partire da sicurezza e rapporti commerciali dai dazi alla concorrenza. L’Unione Europea sarebbe pronta a proporre un sistema senza dazi, ma vuole garanzie sui diritti dei lavoratori nel Regno Unito sugli aiuti di stato che Londra potrebbe concedere alle multinazionali per accaparrarsele.
La notte del 31 non avrà i pensieri degli accordi, ma si presenta come una notte di festa nel programma dei britannici. Sarà come un capodanno. Sul portone del numero 10 di Downing Street sarà proiettato un grande orologio luminoso che scandirà le ultime ore europee e ogni edificio governativo isserà l’Union Jack, senza quella con le stelle dell’UE. Il Big Ben è ancora in restauro quindi non suonerà la sua campana come aveva sperato Boris Johnson. Il premier però parlerà alla nazione in diretta tv.