La (buona) stella di Dior realizzata dagli artisti di Brera
Chissà che cosa ne sarebbe oggi di Christian Dior se quel giorno del 1946, mentre si trovava a camminare tra le vie di Parigi meditando sulla proposta di Marcel Boussac di prendere le redini della casa di moda Philippe et Gaston, non avesse colto il segno del suo destino, una stella. Ma non solo in senso metaforico. Il famoso couturier inciampò realmente su un oggetto a forma di stella, quella che quel giorno lo incoraggiò a buttarsi nel mondo dell’alta moda aprendogli le porte del futuro più roseo, e che oggi, proprio per il suo valore così significativo, è diventato uno dei simboli iconici della maison.
Dior da allora non ha mai smesso di seguire la scia del prezioso astro. Ed è per questo che in vista del Natale la griffe ha scelto di diffondere la sua fortunata luce a Milano illuminandola a festa e aprendo nel suo cuore un luogo incantato, un vero Atelier dei Sogni, dove scoprire tutto il mondo del brand e personalizzare i propri regali: dalle fragranze fino ai gioielli make-up.
Casa di designer e couturier, nonché crocevia di suggestioni fashion e artistiche, la città meneghina riflette in tutto e per tutto l’anima più estrosa di Christian Dior, brillante couturier e noto appassionato d’arte. Ed è proprio in omaggio alla sua vocazione artistica che il brand ha deciso di affidare agli studenti della prestigiosa Accademia di Brera il compito di interpretare, con estro e tecnica, la famosa stella del destino ricreandola su una boule natalizia, decorata a mano, per impreziosire l’albero di Natale.
I due studenti vincitori del concorso, ai quali verrà assegnata una borsa di studio, sono Rebecca Picci, 20 anni, e Marco Rubbera, 21. Le loro creazioni, pezzi unici, sono frutto di studio, tecnica e creatività, quella che ha permesso loro di contraddistinguersi ed essere selezionati da Dior. Entrambi si dicono felici e ancora increduli. «È stato inaspettato perché sono in questa scuola da soli due mesi!» racconta Rebecca. «Io ero già contento quando mi hanno detto che ero passato nella prima selezione dei progetti, figuriamoci quando ho saputo che ero tra i vincitori» fa sapere Marco.
Due ispirazioni diverse, due tecniche artistiche differenti, ma uno stesso obiettivo: richiamare nel proprio progetto i canoni estetici della maison. «Mi sono ispirata al desiderio delle piccole donne che crescono e si affacciano al mondo paragonandolo alla nascita di una stella» spiega Rebecca. «Ogni stella è diversa, proprio come ogni donna e come il profumo che cambia a seconda della persona che lo indossa. La mia boule racchiude i tre momenti della vita di una stella: l’origine, la luce che infonde e infine l’energia che sprigiona grazie alla sua nascita. Ogni fase è stata creata con una pioggia di particelle dorate ottenute dalla foglia d’oro, a evocazione dell’attimo in cui si vaporizza un profumo».
«L’obiettivo – racconta Marco parlando del suo progetto – era trovare una tecnica di realizzazione personale ma che allo stesso tempo non uscisse troppo dai canoni estetici di Dior. Così ho scelto di utilizzare un acrilico con cui simulare dei fili d’oro, una sorta di cucito dorato che potesse rimandare all’alta moda e al design dei profumi Dior».
I due ragazzi sono studenti del corso di pittura della celebre Accademia. Un ambiente stimolante dicono, e una continua occasione di accrescimento personale. «Sono al mio primo anno – fa sapere Rebecca – e ciò che mi appassiona di più del corso di pittura è la ricerca artistica stimolata dal confronto con professori, colleghi, artisti». Più avanti con gli studi è Marco, ormai veterano dell’Accademia: «Questo è il terzo anno che frequento l’Accademia. A volte è un po’ caotica, ma il fascino della sede, delle materie e della città è davvero unico. Il corso di pittura offre un’ampia formazione e lascia molta libertà di ricerca personale. Uno degli aspetti più confortanti è senza dubbio l’accrescimento del proprio pensiero critico per rendere lo sguardo consapevole».
Giovani, eppure già proiettati verso un mondo in continua evoluzione, quello dell’arte, miscela di suggestioni diverse, caleidoscopio di discipline differenti, mezzo comunicativo in continua trasformazione, eppure materia indefinibile. «A mio avviso non esiste una singola definizione di arte, ma tante declinazioni che vogliono comunicare qualcosa. Penso sia qualcosa di indefinito, eppure capace di generare qualcosa» continua Rebecca. «Sono sempre stato convinto che il fare artistico abbia insito un principio erotico – afferma Marco. Lo rincorro costantemente e continuo a essere sedotto in più occasioni da quel segreto che l’arte riesce a nascondere così bene. Credo sia la ricerca di questo fascino a spingermi verso la creazione di qualcosa che non c’è».
Ed è proprio la creazione di quel qualcosa che ancora non c’è ad accomunare i due giovani artisti e il celebre couturier Christian Dior, vero e proprio designer di sogni. «Entrambi esprimono la propria personalità e comunicano qualcosa di unico, ma con mezzi diversi» afferma Rebecca. «La somiglianza tra i due secondo me sta nella grande capacità di creare bellezza e nel saperla cogliere in ogni sua tensione» conclude Marco.
E allora, che sia una buona e bella stella per tutti.