Morbillo, l’allarme non cessa: l’anno scorso oltre 140 mila morti
L’incidenza del morbillo è diventata una questione allarmante: secondo il report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dei Cdc americani, se nel 2018 sono morte in tutto il mondo oltre 140mila persone e sono stati registrati 353 mila casi totali, quest’anno (il dato è aggiornato a metà novembre) i contagi a livello globale superano già i 413mila, con ulteriori 250mila casi solo nella Repubblica democratica del Congo. Rispetto allo scorso anno, si tratta di un incremento quasi triplo.
I decessi «sono aumentati quando sono scoppiati focolai in tutte le regioni dell’Oms»: come spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la maggior parte delle morti «riguarda bambini con meno di 5 anni di età. Neonati e bimbi sono infatti le categorie più a rischio; se colpiti dal morbillo possono andare incontro a potenziali complicazioni tra cui polmonite, encefalite, danni permanenti al cervello, cecità e perdita dell’udito». In cinque Paesi è stata registrata quasi la metà di tutti i casi di morbillo a livello globale nel 2018: sono i Paesi dell’Africa sub-Sahariana, la Repubblica democratica del Congo, la Liberia, il Madagascar, la Somalia e l’Ucrania.
L’importanza dei vaccini
La questione dei vaccini, in questo quadro preoccupante, torna ad essere centrale: «Il fatto che un bambino muoia per una malattia prevenibile con la vaccinazione, come il morbillo, è francamente un oltraggio e un fallimento collettivo nel proteggere i bambini più vulnerabili nel mondo», come ha sottolineato Tedros Adhanom Ghebreysus, direttore generale dell’Oms. «Per salvare le vite umane, dobbiamo garantire che tutti possano beneficiare dei vaccini, il che significa investire nell’immunizzazione e nell’assistenza sanitaria di qualità come diritto per tutti».
Perché, anche se il vaccino contro il morbillo è efficace, «i tassi di immunizzazione sono rimasti fermi per quasi un decennio». L’86% dei bambini a livello mondiale ha ricevuto la prima dose di vaccino attraverso i servizi sanitari del proprio Paese, ma meno del 70% ha beneficiato della seconda dose raccomandata.
«Da oltre 50 anni abbiamo un vaccino contro il morbillo sicuro ed efficace», ha precisato Robert Linkins, dei Cdc e presidente della Measles & Rubella Initiative. «Queste stime ci ricordano che ogni bambino, ovunque ne abbia bisogno, deve avere questo vaccino salvavita. Dobbiamo invertire questa tendenza e fermare questi decessi prevenibili migliorando l’accesso e la copertura del vaccino contro il morbillo.
La copertura vaccinale contro il morbillo non è adeguata per prevenire le epidemie. L’Oms raccomanda una copertura del 95% con due dosi di vaccino in ogni Paese e in tutte le comunità per proteggere le popolazioni dalla malattia.