Il cocktail al cioccolato di Flavio Angiolillo
Perugina Nero lancia il «Programma Nero», una serie di masterclass in video-pillole dedicata al cioccolato per imparare a degustarlo e usarlo nel mondo migliore, a volte attraverso accostamenti inaspettati. approfondisce la degustazione del cibo degli dei con ingredienti a volte
anche in aspettati. Per esempio in un cocktail. Così il Maestro della Scuola del Cioccolato Perugina Alberto Farinelli è stato a Milano da Flavio Angiolillo, barman tra i più famosi in Italia (e proprietario di cocktail bar altrettanto famosi, dal Mag Cafè al 1930), per studiare le ricetta mixologist perfetta per dare risalto al gusto puro e intenso delle tavolette Perugina Nero.
Il percorso di rilancio di Perugina Nero è iniziato l’anno scorso come la pubblicazione di quella che viene considerata la «bibbia dei fondentisti», ovvero il libro Cioccolato Codex Nero Fondente curato dal noto sommelier Giuseppe Vaccarini con il supporto e il coinvolgimento del Centro di Eccellenza del Cioccolato di Broc e l’esperienza dei Maestri della Scuola del Cioccolato Perugina. Un libro che esplora la storia del cioccolato, individua i principi e i criteri necessari a una perfetta degustazione e propone un’approfondita analisi sensoriale, con uno spazio dedicato agli abbinamenti con gli alimenti più sorprendenti».
Da qui l’idea di Perugina Nero di sviluppare una serie di Masterclass, la prima delle quali ha prodotto due cocktail fenomenali: Il primo, Naviglio in galleria prevede l’utilizzo di Campari, Cinzano rosso 1757, Wild Turkey 101 Bourbon, rabarbaro zucca, genziana, bitter aromatico, latte intero e crusta di cioccolato fondente Perugina Nero Arancia. Il secondo è Nero Fondente, preparato con Wild Turkey Rey, Cinzano rosso 1757, infuso al cioccolato Perugina Nero Fondente 70%, Campari e Sciroppo d’autunno. Quest’ultimo farà parte della drink list 2020 del Mag Cafè (e che vedete nella Masterclass qui sopra).
Degustare il cioccolato è un’operazione globale, che coinvolge completamente i cinque sensi poiché tutto deve essere valutato: l’aspetto, la forma, la consistenza e le caratteristiche ad esso collegate, come fluidità, viscosità, friabilità, e infine l’aroma ed il sapore. «Si inizia con una valutazione visiva, uditiva e del tatto osservandone il colore e l’aspetto generale, rompendo la tavoletta con le mani per ascoltarne il suono e sfiorandone leggermente la superficie per esaminare la consistenza al tatto», spiega il Maestro Alberto Farinelli e aggiunge «Si passa poi all’olfatto e ci si concentra sulla qualità olfattiva che servirà ad individuare gli aromi primari e secondari. Il gusto, infine, permetterà di valutare il cioccolato in base alla sua dolcezza o amarezza, acidità e/o astringenza».