«The End of the F***ing World 2» è (quasi) meglio della prima stagione
Nell’industria delle serie Tv, quella degli sceneggiatori alle prese con seconde stagioni che non erano previste sta diventando una sorta di categoria professionale (Con una sotto-categoria, quella degli gli sceneggiatori di seguiti di storie che hanno visto morire il protagonista alla fine della prima stagione).
È capitato, solo per citare due esempi, con Tredici e con Big Little Lies. E sta accadendo di nuovo con The End of the F***ing World, serie inglese , andata in onda su Channel 4, e in streaming su Netflix che doveva finire dopo 8 episodi, dove si concludeva la graphic novel alla quale era ispirata. E che, invece, torna con una seconda stagione dal 5 novembre.
Colpa o merito del successo ottenuto. Che rende difficile resistere alla tentazione di un seguito. Il problema? Non sempre funziona.
Nel caso di The End of the F***ing World, per fortuna, il tentativo è andato a buon fine e i fan non rimarranno delusi.
Non è uno spoiler (ormai lo hanno capito tutti) che James, il personaggio interpretato da Alex Lawther, non è morto. Il finale dell’ultimo episodio della prima stagione era appositamente vago. Con le dovute cure anche se finisci in una pozza di sangue te la puoi sempre cavare.
Per ripartire con la storia, gli sceneggiatori hanno usato un escamotage già testato altre volte: inserire un personaggio nuovo che, però, ha a che fare con quanto accaduto precedentemente.
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Il riepilogo della stagione 1Il personaggio in questione è Bonnie (l’attrice Naomi Ackie), studentessa e «fidanzata» (almeno questo è quello che pensa lei) del professor Clive Koch nel quale s’imbattevano i due protagonisti nel corso della prima stagione. Dopo aver scontato una condanna per omicidio colposo, Bonnie lascia il carcere e si mette sulla tracce di Alyssa (Jessica Barden).
Il perché lo scoprirete guardando la nuova stagione. Ma se avete visto il trailer sapete già che se ne va in giro con una pistola in tasca.
Gli ingredienti e il mood restano gli stessi, un po’ True Romance (Quentin Tarantino) e un po’ David Lynch. La colonna sonora è fantastica – a cominciare dalla canzone del trailer (White Wedding di Billy Idol cantata da Graham Coxon) – e dice tutto quello che non viene esplicitato nei dialoghi, ancora più ridotti all’osso. Mentre il vestito da sposa di Alyssa s’infangherà sempre di più diventando il simbolo di un’esistenza senza direzione.
Ci sarà una terza stagione? La risposta è probabilmente sì a meno che a staccare la spina non sia uno dei due protagonisti o anche entrambi. I due attori stanno lavorando a parecchi progetti. Jessica Barden ha tre film prossimamente in uscita, lo stesso Alex Lawther. E stanno crescendo. Potrebbero non aver voglia di tornare a interpretare due ruoli adolescenziali. O non essere più credibili.