Dalla Porta trionfa in Moto3 (e ringrazia nonna Nicoletta)
C’è un nuovo talento all’orizzonte, il suo motore romba forte. Si chiama Lorenzo Dalla Porta e si è appena laureato campione nella Moto3. A quindici anni dall’ultimo successo di un altro italiano (Dovizioso nel 2004) sul podio più alto torna a sventolare la bandiera azzurra. Nel GP di Philipp Island Dalla Porta poteva accontentarsi del 12° piazzamento. Il suo rivale, lo spagnolo Aron Canet, era finito fuori gara per una caduta. I punti di vantaggio di Lorenzo erano 47. Ma accontentarsi non fa parte del suo carattere. E così il pilota della Leopard Rcaing ha spinto, rischiando molto, ma alla fine trionfando e prendendosi il titolo con due giornate di anticipo. E’ da questi (piccoli) particolari che si vede un (grande) pilota.
Quella di Lorenzo è una storia bella, che sa di antico e affonda le sue radici nell’Italia di provincia. Ha ventidue anni, è nato a Prato (ma è di Montemurlo, e ci tiene a sottolinearlo) e il primo pensiero è stato per sua nonna Nicoletta, scomparsa poco tempo fa. «La ringrazio, perché mi ha sempre supportato e ha creduto in me fin da quando ero piccolo». Lorenzo corre con il 48 in onore del suo anno di nascita. L’anno prossimo in Moto2 con Italtrans – essendo stato ritirato il 48 del pilota morto in pista Tomizawa – il ragazzo di Prato ha già scelto il 19, l’anno della scomparsa di nonna Nicoletta. E’ stata lei a regalargli le prime moto. E’ stata lei a convincerlo che quella era la sua strada. Lorenzo era un adolescente molto introverso, che si chiudeva in se stesso. Nonna Nicoletta gli ha insegnato a guardare il mondo con occhi diversi, tanto che oggi il toscano può dire: «Vinco perché mi diverto. Ho scoperto che il segreto è quello».
Il papà di Lorenzo, Massimiliano, era a bordo pista come sempre e stavolta non è riuscito a trattenere le lacrime. «Siamo tutti orgogliosi di Lorenzo, ha fatto una cosa fantastica. Si sta rivelando un professionista serio, capace di rimanere freddo anche nelle situazioni più complicate». E’ una storia di sacrifici quella di Lorenzo. «Ne abbiamo passate tante – ha raccontato Lorenzo – siamo una famiglia umile, ci sono stati anni in cui non sapevamo come fare, perché qui di soldi ne servono tanti. Ci sono stati anni che non sapevamo quasi come fare. Soldi non ne avevamo, i vari team ce ne chiedevano sempre e spesso fino all’ultimo non sapevamo se avremmo corso. Ma il babbo non si è mai arreso. È merito suo se sono qua, il “crederci sempre” lo devo a lui, ha sempre avuto la forza di tenermi su anche nei momenti più duri».
Lorenzo quest’anno si è fatto apprezzare per la grande determinazione con cui ha affrontato le gare. Lo stile di guida già solido, l’aggressività nei sorpassi, l’autostima cresciuta negli ultimi due anni fanno di lui un pilota dal sicuro avvenire. I suoi idoli sono Valentino Rossi e Marc Màrquez: è cresciuto seguendo davanti alla tivù le imprese di Valentino, ma allo stesso tempo ammira la classe infinita dello spagnolo sei volte campione del mondo e padrone assoluto delle piste negli ultimi anni. Per Lorenzo Dalla Porta quella di Philipp Island è stata la terza vittoria della stagione, la seconda successiva dopo quella della scorsa settimana a Motegi, la quarta in carriera. Tanto, tantissimo, eppure ancora poco, comunque quanto basta per laurearsi campione del mondo in Moto3.