Edoardo compie 18 anni, il padre: «Una festa per mio figlio che è morto di tumore»
Edoardo non può festeggiare i suoi 18 anni, ma una festa ci sarà comunque. È suo padre a organizzarla per sabato 7 settembre e lo racconta al Corriere della Sera. «Sarà tutto come l’avrebbe voluto lui: con i cantanti e i deejay. E la torta, naturalmente. Sarà bianconera, visto che Edo era un tifoso sfegatato della Juventus» dice Luigi De Ecclesiis che sta preparando la festa per i 18 anni di suo figlio, morto nel novembre del 2017 per un tumore.
La festa è in programma al palazzetto dello sport di Torri di Quartesolo, nel Vicentino, che può ospitare fino a 1800 persone. Il timore del padre è che non ci vada nessuno. «È un tarlo che mi è entrato nel cervello. A Vicenza ci sarà la festa del patrono con il lunapark e le bancarelle; e a Grisignano l’antica fiera del Soco, che richiama gente da tutta la regione. L’incubo è che i ragazzi preferiscano trascorrere la serata altrove. Per Chiara, la mamma di Edo, sarebbe come se morisse di nuovo».
Il ragazzo è morto per un «tumore desmoplastico a piccole cellule rotonde», una rara forma di cancro ai tessuti molli. La festa l’aveva raccontata al padre dopo aver partecipato a quella della sorella maggiore. «Desiderava una serata piena di amici e di musica. E sognava anche la sua prima automobile: dopo avergli negato il motorino per paura che si facesse male, promisi che, appena ottenuta la patente, gli avrei comprato una Smart». Il ricavato della festa andrà all’associazione Vicenza for Children per acquistare un’ambulanza attrezzata al trasporto di bambini.
La diagnosi per Edoardo è arrivata nell’aprile del 2016. Già allora avevano detto al padre che aveva il 3 per cento di possibilità di sopravvivere. Ha fatto la chemioterapia e poi l’intervento chirurgico nel maggio 2017. Il tumore sembrava essersene andato. «A settembre la seconda operazione ma presto ci dissero che era finita: non c’era più alcuna speranza. Fu allora che gli raccontai che era guarito. Lui, che non aveva mai fatto troppe domande sulla sua malattia, fu così felice da trovare la forza di alzarsi in piedi e ballare».