Streaming, 5 cose da sapere su Disney+
L’autunno dello streaming promette di farsi piuttosto caldo. D’altronde la tv per come la conoscevamo è fortemente cambiata: gli utenti (o i telespettatori?) costruiscono da soli i propri palinsesti, in base a gusti e preferenze, dispositivi a disposizione e mobilità, pagando ogni mese un abbonamento ma scegliendo anche a quale piattaforma fidelizzarsi. Non a caso da qualche mese Auditel ha iniziato a rilevare anche gli ascolti effettuati via smart tv, tablet, smartphone, pc e consolle di gioco.
Il mercato italiano ruota al momento intorno a Netflix, Prime Video di Amazon, Now Tv, la tv via internet di Sky, Infinity di Mediaset, la piattaforma sportiva Dazn, che offre decine di discipline ed eventi oltre a Eurosport, e Chili che più che altro è una videoteca digitale dove noleggiare o acquistare film. Oltre a YouTube Premium. Ma il quadro cambierà presto grazie a una serie di nuovi player pronti a debuttare sul mercato statunitense e, nel giro di poco tempo, anche su quelli europei. Non solo Apple Tv+ (o Hbo Max nel 2020) ma anche Disney+, la proposta del colosso Disney che metterà insieme i grandi brand sotto il suo controllo: Pixar, Marvel, Lucasfilm (e quindi Star Wars) e National Geographic, tanto per cominciare. Senza dimenticare i film di 21st Century Fox.
Ma come funzionerà Disney+? Sarà senz’altro una concorrente di Netflix – si parla comunque di soluzioni in streaming – anche se potrebbe distinguersi in diversi modi. Anzitutto per il prezzo di lancio, che negli Stati Uniti – primo mercato in cui arriverà insieme a Canada e Paesi Bassi – sarà di 6,99 dollari al mese (oppure 69,99 all’anno). Poi per il rapporto qualità-prezzo: quei 6, dollari daranno accesso in simultanea a 4 schermi con risoluzione 4K. Per capirci, l’offerta che ora, su Netflix e in Italia, costa 15,99 euro dopo un recente rincaro.
Diverse altre saranno le differenze (oltre ad alcune di stile e design dell’interfaccia come si è visto durante la presentazione) Per esempio la volontà di distribuire gli episodi delle serie con cadenza settimanale – in questo senso ricollegandosi alla vecchia tv – e non tutti in una volta, com’è tipico di Netflix e dello scatenato «binge watching», l’abbuffata di puntate che deriva da questa particolare diffusione. Una scelta legata ovviamente a un catalogo originale che in partenza sarà molto lontano dall’abbondanza della piattaforma guidata da Reed Hastings.
Come molte altre offerte simili, Disney+ sarà accessibile da una miriade di dispositivi: pc, smart tv, smartphone, Chromecast, Apple Tv, Xbox One, PlayStation 4 e Nintendo Switch. Con la possibilità di scaricare i contenuti per la visione offline.
Ci sarà di tutto, su Disney+. Com’è stato svelato di recente a una conferenza biennale dedicata all’universo di Topolino, c’è per esempio da attendersi il remake live action di «Lilli e il vagabondo», con due cagnolini in carne e ossa. Oppure le novità legate all’universo di Star Wars (la serie dedicata a Obi-Wan Kenobi con il redivivo Ewan McGregor, la stagione finale di quella animata «The Clone Wars», quelle riservate ad alcuni personaggi del titolo «Rogue One» del 2016 e «The Mandalorian» di Jon Favreau con Pedro Pascal, una specie di western in salsa spaziale ambientato fra episodio VI e VII. Ancora, il recupero in chiave nostalgica di alcuni titoli come «Lizzie McGuire» con Hilary Duff, i mitici Muppets, le nuove serie «High School Musical-The Musical» e «Star Girl» o tutto il mondo di Marvel che vedrà anche superoine («She-Hulk» e «Ms. Marvel») o la serie animata «What if?» che disegna uno sviluppo differente da com’è finita la saga Avengers. Appuntamento in Italia nella prima metà del 2020.