Da «The OA» a «The Romanoffs»: le serie tv che non (ri)vedremo più
Nell’epoca in cui le piattaforme sono sempre più competitive e gli utenti sembrano indecisi su quali abbonamenti rinnovare o meno, non c’è tempo per gli anelli deboli. Capita, così, che i network e i colossi dello streaming decidano di eliminare le serie che considerano meno incisive, quelle che richiedono uno sforzo produttivo e finanziario da grandi kolossal ma che non riescono a catalizzare l’attenzione del pubblico come dovrebbero. È il caso di The OA, il piccolo gioiellino di Netflix scritto e interpretato da Brit Marling che chiude i battenti dopo due stagioni intensissime, capaci di riscrivere il concetto di linearità narrativa, ma non abbastanza da coinvolgere una fetta di spettatori abbastanza larga (gli estimatori, che sono comunque molti, però protestano).
https://www.youtube.com/watch?v=hOPqBBjXD2ESempre di casa Netflix quest’estate ci saluta anche Santa Clarita Diet, la sit-com con Drew Barrymore e Tiimothy Olyphant che si interrompe dopo tre anni lasciando la critica divisa, incapace di capire se lo show abbia rivoluzionato o meno l’immagine dello zombie che mangia frullati a base di carne umana tramandata da ben altri prodotti a tinte horror. Al di là di HBO che cancella il poco fortunato Divorce, che ha segnato il ritorno di Sarah Jessica Parker in tv, e di Fox che decide di interrompere Empire alla quinta stagione, chi dà un taglio netto è, però, Amazon Prime Video, che cancella molte delle sue produzioni originali, quasi sempre alla prima stagione.
https://www.youtube.com/watch?v=Y2qWLttWvYINon rivedremo, infatti, The Romanoffs, progetto molto complesso e articolato, e Too Old to Die Young, la serie-evento scritta e diretta da Nicolas Winding Refn che, dopo una prima stagione formata da dieci episodi da 90 minuti l’uno, si arrende e non proseguirà la sua corsa. Cancellate anche Lore, la serie antologica dedicata all’origine del terrore, Forever, ideata da Alan Yang e Matt Hubbard, e Patriot, che si ferma alla seconda stagione. La filosofia di pensiero è molto semplice: con l’imminente arrivo di Apple Tv + e Disney +, le due nuove piattaforme di Cupertino e di Walt Disney, la concorrenza si farà più spietata e occorre convogliare le risorse nei progetti di maggior richiamo per il pubblico, tipo Stranger Things e La Casa di Carta per Netflix, entrambe rinnovate per una quarta stagione, e The Boys per Amazon Prime Video. Ci sarà tempo e luogo per prodotti di nicchia, ricercati nella confezione e rivolti a una platea meno mainstream, ma, per ora, è il momento di contrattaccare.