Da Il fu Mattia Bazar ai 7 Colli di New York: tutti gli “orrori” della Maturità
Strafalcioni, errori, in molti casi proprio orrori, pronunciati e scritti dai maturandi durante le prove e spifferati dai loro compagni di classe. Ma non solo. E sì, perché anche i docenti a volte sbagliano. E Skuola.net ha raccontato le “cadute” più clamorose. Ma andiamo con ordine, perché la lista è davvero interessante.
Diciamo subito che nessuna materia è stata risparmiata: a partire dalla letteratura, italiana e internazionale, evergreen di tutte le compilation di scivoloni che si rispettino. Il buon Gabriele D’Annunzio, per qualcuno è stato uno dei primi “estetisti” d’Italia; al povero Giovanni Verga, viene tolta la paternità dei Malavoglia e viene data a Italo Svevo. Ce n’è anche per l’amatissimo Luigi Pirandello, il cui celebre Il fu Mattia Pascal è diventato Il fu Matia Bazar. E per Dante che viene definito come uno dei più noti ebrei italiani.
Anche in storia i maturandi si sono dati da fare: hanno proclamato Mussolini governatore d’Italia nel 1915, ma questo è niente. La più bella, se così si può dire, è stata l’interpretazione dell’aggettivo “fredda” di Guerra Fredda: secondo un maturando, decisamente creativo, l’aggettivo è riferito al fatto che la Guerra fu combattuta “senza sentimento”, in maniera crudele e distaccata; mentre per il secondo, un po’ più pratico, la Guerra è così chiamata perché ha avuto come luogo di svolgimento la Siberia.
Poi c’è chi alla domanda della prof «Parlami della rivoluzione di febbraio», ha risposto «Forse intende dire quella di ottobre, quella di febbraio non esiste»… Per non parlare del maturando che, forse a causa delle troppe serie tv viste, al posto di Pablo Picasso, ha detto che Guernica è stata dipinta da Pablo Escobar. Vabbè.
Poi, ancora, c’è stata «la disfatta di Capofitto» e «i Sette colli si trovano a New York». Ma gli insegnanti hanno ascoltato anche che «i partigiani erano uomini che avevano idee» e «il presidente della Repubblica è Matteo Salvini». In un istituto alberghiero del barese, «Cosa nostra» è diventata «Casa nostra» e «Borsellino, Falcone e Della Chiesa sono tutti morti nella strage di Capaci».
Ma a “cadere” nell’errore e nella confusione non sono stati solo i ragazzi. No, anche i professori sono incappati in strafalcioni imperdonabili per il loro ruolo. E sono stati i maturanti a vendicarsi raccontando sempre a Skuola.net i più clamorosi.
Partendo da Ungaretti, uno dei poeti su cui, incredibilmente, cadono più spesso: per esempio, un professore lo ha reputato autore del componimento “Ossi di seppia” (opera di Eugenio Montale), mentre una professoressa gli ha attribuito Mastro Don Gesualdo (di Giovanni Verga). Da segnalare anche una docente che – forse stordita dal caldo – è arrivata a giurare che lo stesso Ungaretti fosse l’autore de L’infinito (ovviamente di Giacomo Leopardi).
Non va meglio quando si parla di geografia. Le “perle” vanno attribuite a due professori: il primo ha annunciato che «l’America si trova a est del mondo», il secondo ha detto che «il Venezuela è uno degli Stati dell’Asia». La situazione non migliora sulle due Guerre Mondiali, dove la confusione pare totale: tra gli “orrori” quello di un prof convinto che Hitler abbia invaso Pearl Harbor. Infine, per matematica, ecco il prof che non è stato in grado di spiegare la frase contenuta in una busta che lui stesso aveva proposto come spunto e l’altro, forse appassionato di letteratura italiana, che ha chiesto a un suo alunno di spiegare il famoso “Teorema di Petrarca”. Meglio chiudere qui.