Valentino Rossi: «Il problema non è l’età» (ma c’è chi non la pensa così)
Non è l’età oppure non ho l’età. Le alternative sono poche e addirittura si potrebbero si potrebbero ridurre a queste due che, quasi con le stesse parole, dicono due cose molto diverse per Valentino Rossi. La prima l’ha detta lui: «Il problema non è l’età». La mancanza di risultati in questo motomondiale non dipende dai suoi primi quarant’anni. Girata dall’altra parte è invece la versione «Non ho l’età», la questione che direttamente o indirettamente gli fanno notare a ogni intervista, ossia quei quarant’anni già citati.
È successo anche dopo il gran premio di Germania, ultimo appuntamento della MotoGP prima della pausa estiva (si torna in pista il 4 agosto a Brno). La domanda è sempre la stessa: perché non chiudere adesso una carriera da incorniciare? Perché trascinarla magari un paio d’anni senza vittorie?
Il dottore risponde sempre a queste domande e quasi sempre nello stesso modo. «Non mi piace non vincere, ma mi è capitato in passato. Ho vinto 89 gare in MotoGP quindi non è male, potrei anche fermarmi qui con il numero di successi in carriera, di certo non ho perso la motivazione e non voglio mollare, ho sempre la stessa voglia di arrivare alle gare».
È questione di vittorie, ma soprattutto di voglia. Non di età, come invece dicono altri. «È normale che tutti facciano riferimento alla mia età, me lo chiedo anche io, me lo chiedevo anche dieci anni fa se ero vecchio. Devo sapere io che sensazioni ho, certo che se continuo ad avere problemi dovrò valutare. Già in passato mi ero chiesto se lasciare da vincente, ma ho deciso di continuare. Contano i risultati, non altro, ma se penso che l’anno scorso sono stato più veloce di 20 secondi penso che la ragione dei problemi sia qualcos’altro».
Che l’età non conta è pensiero anche di Brad Pitt che già lo scorso novembre aveva detto: «Valentino Rossi è un grande, ma l’anno prossimo gli devono dare una moto migliore». Una moto migliore non è arrivata e lui ha un anno in più sulle spalle che comunque conta. L’augurio è riesca a scegliere di dire la parola addio al momento giusto. Ogni sportivo sa che non c’è cosa più difficile.