Ewan McGregor, un uomo al volante
«Ho fatto tre giri di pista, e sono stati pazzeschi: la velocità mi ha quasi fatto stare male». Ewan McGregor stende le gambe e si abbraccia il torace, arricciando le labbra in uno dei suoi sorrisi enormi, da iena. Siamo a Roma, settima tappa della Formula E. McGregor, che è un appassionato di motori, è uno degli ospiti d’onore; ha visitato i box, parlato con i piloti, e ha provato qualche auto. La vera differenza, dice, è nel tracciato. «Perché qui siamo in città, mentre in altre gare ci sono dei veri e propri circuiti». Per il resto, però, è lo stesso. «Stessa atmosfera, stessa passione, stessa emozione». Il futuro è elettrico. «E io ci credo molto: ho fatto convertire la mia vecchia Volkswagen Beetle 1950».
Questa non è la prima volta che McGregor viene a Roma. «Ci sono tornato spesso, soprattutto per il Festival del Cinema. L’ultima volta è stato per la promozione del film che ho diretto, “American Pastoral”; ricordo che abbiamo fatto anche un giro in Vespa. È interessante, oggi, vedere la pista in questa parte della città; non è una cosa che succede spesso». Il cielo nuvoloso promette pioggia, e la sagoma dell’EUR si staglia all’orizzonte, alta e squadrata.
Prima di tornare a bordo pista, McGregor si concede per qualche domanda; sorride, ammicca, si diverte. Ricorda «Angeli e demoni», un film che, dice, non ha girato a Roma, ma a Los Angeles. «Siamo stati pochissimo in Italia; abbiamo fatto qualche ripresa, se non sbaglio, a Caserta. Ma buona parte del set era ricostruito altrove».
Ieri, la Disney ha rilasciato il primo trailer di Star Wars: Episodio IX, l’ultimo film della nuova trilogia, in uscita a dicembre. McGregor, che ha interpretato Obi Wan Kenobi, dice di averlo adorato. «L’ho visto ieri sera, sul cellulare, e l’ho trovato fantastico». Un possibile ritorno nei panni dello jedi è, ammette, ancora fuori discussione per il momento. «Sono solo rumors, voci – non abbiamo avuto nessun incontro su una mia possibile partecipazione a un film; non ho firmato niente. Con nessuno». Le corse automobilistiche, in un certo senso, ricordano quelle dei Pod in Guerre Stellari. «Credo che George Lucas avesse registrato diversi suoni, di diverse auto, per ricreare il rumore delle gare. Anche lui, come me, è un appassionato».
McGregor ha appena finito di girare due film: uno, pochi giorni fa, è Birds of Prey (and the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn), spin-off dedicato al personaggio interpretato da Margot Robbie. «È stata una bella esperienza. Tutta la storia è raccontata da una prospettiva femminile. Ed è stato bello essere in un film così. C’è un taglio particolare. Un sapore, oserei dire, unico. Mi è piaciuto lavorare con Cathy Yan, la regista, ed è stato divertente interpretare Black Mask. In questo film, non ci sono solo estremi. C’è anche la quotidianità di ogni giorno – ed è questa, credo, la parte più importante e potente. Perché è facile davanti a situazioni estreme, tragiche, dire: io non c’entro niente; più difficile, invece, è tirarsi indietro davanti a quello che succede ogni giorno».
L’altro film, invece, è Doctor Sleep, il sequel di Shining. «A Stephen King è piaciuto molto il copione – dice McGregor –. Non l’ho ancora incontrato, ma penso che sia perché, rispetto al film di Stanley Kubrick, di cui – come si sa – non è mai stato un grande fan, siamo stati molto più attenti e fedeli al suo libro. Non lo so se ha visto il film – io, personalmente, non l’ho visto. Ma l’esperienza, anche in questo caso, è stata bella»..