Nuovo semestre filtro di Medicina, il Tar boccia i ricorsi dei candidati
Pavia. Il tribunale amministrativo del Lazio ha bocciato i ricorsi presentati dai candidati al semestre filtro di medicina, la formula voluta dal ministero dell’Università che ha sostituito il test di ingresso con tre esami da superare – lasciando però il numero chiuso – oltre a un articolato sistema di graduatorie per ricollocare chi non ce l’ha fatta in altre facoltà affini.
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Almeno uno di questi è arrivato da uno studente che ha coinvolto nel ricorso Pavia e altre sedi universitarie, chiedendo la sospensione della selezione introdotta l’anno scorso. Con una serie di ordinanze tra loro simili nella sostanza, il Tar ha rigettato questa e altre domande cautelari sui ricorsi presentate a livello nazionale.
Gli elementi del ricorso
I ricorsi arrivati al Tar sarebbero parecchi e incentrati su tre contestazioni principali: la prima riguardava la modifica “in corsa” dei criteri di formazione delle graduatorie, introdotta da un decreto ministeriale per scongiurare lo spettro dei posti vacanti, dato l’alto numero di bocciati alle due sessioni d’esame organizzate a novembre e dicembre 2025. Tramite un sistema di graduatorie diversificate, infatti, era stato previsto l’inserimento in classifica dei candidati che avevano ottenuto una o due insufficienze, oltre alla possibilità di “ripescare” il voto conseguito al primo appello: tutti criteri che avrebbero determinato il posizionamento e l’ingresso a Medicina.
La seconda critica si concentrava sulle norme di immatricolazione nella sede universitaria assegnata in base al punteggio, mentre la terza riguardava presunte violazioni dell’anonimato nel corso dello svolgimento delle prove e nelle operazioni di ritiro dei plichi da parte delle commissioni d’esame.
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Il tribunale ha però respinto le argomentazioni, riconoscendo come legittimi i criteri di selezione introdotti dal semestre filtro. In merito alle modifiche sui criteri di inserimento in graduatoria, il Tar ha ritenuto che «le scelte adottate operino un bilanciamento non manifestamente irragionevole di tutti gli interessi in gioco». Il meccanismo nasce dall’esigenza di «saturare per quanto possibile i posti disponibili» e, al tempo stesso, di «tutelare l’affidamento dei candidati rispetto delle regole della competizione». Infondate, sempre secondo il Tar, le contestazioni in merito all’immatricolazione nella sede assegnata, e alla decadenza del posto in caso di mancata iscrizione. I giudici hanno escluso l’irragionevolezza della norma che prevede la perdita del posto in caso di mancata immatricolazione nella sede assegnata, in quanto il nuovo meccanismo «supera la vecchia prassi degli scorrimenti continui».
Nessuna alterazione
Il Tar ha poi ritenuto infondate le presunte violazioni dell’anonimato durante le fasi di consegna dei compiti alla commissione. Una contestazione che, secondo i giudici, non sarebbe supportata da evidenze concrete: «non si comprende in quale fase del suddetto procedimento possa avvenire tale alterazione» si legge nell’ordinanza. Inoltre, il Tar ha riconosciuto la legittimità del semestre filtro, affermando che non può ritenersi «manifestamente irragionevole la strutturazione di una fase di accesso basata sul superamento, con la mera sufficienza, di taluni esami universitari».