È morto Michele Massimo Tarantini, addio al regista delle commedie sexy con Lino Banfi, Alvaro Vitali e Edwige Fenech
È morto Michele Massimo Tarantini, regista e sceneggiatore che ha segnato l’epoca d’oro della commedia sexy all’italiana (filone poi etichettato criticamente come “trash“, ma capace di attrarre milioni di spettatori in sala). Aveva 83 anni e il decesso è avvenuto a Rio de Janeiro, in Brasile, città dove si era stabilito da molto tempo. A dare la notizia della scomparsa è stato il cugino Sergio Martino, anch’egli celebre regista di cult indimenticabili. Attraverso i suoi canali social, Martino ha condiviso un ricordo affettuoso e venato di rammarico per i mancati riconoscimenti critici alla carriera di Tarantini: “Con lui ho diviso tanti anni di lavoro, e da anni viveva in Brasile. Avrebbe meritato di più, anche nella valutazione della sua lunga attività in quegli anni di cinema in quella stagione, direi goliardica, che non c’è più”.
Martino ha poi svelato un dettaglio intimo e recente: “Pochi giorni fa, mi aveva chiamato dicendomi che sarebbe venuto a Roma nel prossimo giugno. Avrebbe meritato molto di più, per la sua capacità professionale e la sua fantasia e la sua umanità”, ricordando inoltre l’aiuto fondamentale di Tarantini nella scelta delle location e degli attori brasiliani per il celebre film “L’allenatore nel pallone” (1984).
Nato a Roma il 7 agosto 1942, Tarantini aveva fatto una lunga gavetta tecnica dietro le quinte prima di debuttare alla regia nel 1973. Sebbene l’esordio fosse avvenuto con un poliziesco dal ritmo serrato (“Sette ore di violenza per una soluzione imprevista”), il successo travolgente arrivò pochi anni dopo, cavalcando l’onda del cinema comico-erotico. Sotto la sua direzione hanno recitato le più grandi icone di quel genere, attrici che mostravano i loro corpi perfetti come Edwige Fenech, Gloria Guida, Barbara Bouchet e Lilli Carati, affiancate dai pilastri della comicità dell’epoca, tra cui Lino Banfi, Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
La sua filmografia è un vero e proprio catalogo di titoli diventati classici del costume: da “La liceale” (1976) a “La professoressa di scienze naturali” (1976), passando per “La poliziotta fa carriera” (1976), “L’insegnante viene a casa” (1978), “La poliziotta della squadra del buon costume” (1979) e “La dottoressa ci sta col colonnello” (1980). Pellicole che, attraverso gag e provocazioni, raccontavano con leggerezza le trasformazioni e i tabù di un Paese in profondo mutamento. Regista estremamente versatile, Tarantini non si limitò però al solo genere comico. In pieno clima da anni di piombo, firmò pellicole appartenenti al filone del poliziottesco, dirigendo attori del calibro di Henry Silva e Luc Merenda in “Poliziotti violenti” (1976) e “Napoli si ribella” (1977). Esplorò persino il fantasy avventuroso con “Sangraal, la spada di fuoco” (1982), celandosi dietro lo pseudonimo anglofono Michael E. Lemick.
A partire dagli anni Ottanta, dopo aver diretto successi come “Crema, cioccolata e… paprika” (1981), Tarantini scelse di varcare l’oceano. Si trasferì in Sudamerica, eleggendo il Brasile a sua nuova base operativa, dove continuò a lavorare senza sosta realizzando titoli come “Nudo e selvaggio” (1985), “Italiani a Rio” (1987), “Lo sciupafemmine” (1988) e “Attrazione selvaggia” (1991). L’ultimo suo lungometraggio, girato in occasione di un temporaneo rientro in Italia nei primi anni Duemila prima di stabilirsi definitivamente a Rio de Janeiro, risale al 2001 con la commedia “Se lo fai sono guai”. Con lui si chiude un capitolo fondamentale di quel cinema popolare e “di consumo” che ha saputo lasciare un’impronta indelebile nell’immaginario collettivo nazionale.
L'articolo È morto Michele Massimo Tarantini, addio al regista delle commedie sexy con Lino Banfi, Alvaro Vitali e Edwige Fenech proviene da Il Fatto Quotidiano.