Francesco Fortunato: “Il record del mondo non omologato fu una beffa, quest’anno lo volevo fortemente”
Nell’appuntamento del mercoledì di Run2U, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport, condotta da Sabrina Sgalaberna e Danny Frisoni, l’ospite è uno dei protagonisti della marcia italiana, Francesco Fortunato, fresco di record mondiale sui 5000 metri indoor.
Il record del mondo negato l’anno scorso è arrivato quest’anno: “Per me è stata un una bella soddisfazione, l’anno scorso dopo aver fatto il record, purtroppo, mi è stato comunicato che non era possibile omologarlo in quanto mancava un giudice di livello Gold alla gara. Nonostante fossimo ai Campionati Nazionali, per l’omologazione di un un record del mondo serve la presenza, da regolamento, anche di un giudice internazionale, cosa che purtroppo in quella giornata non c’era, ed ovviamente la beffa più grande fu per me, perché io da atleta più che fare il massimo della prestazione quel giorno non potevo fare, quindi sono stato danneggiato da questa situazione, in cui io chiaramente non c’entravo nulla e quest’anno partivo, non lo nascondo, anche un po’ con il peso di volerci riprovare, consapevole che sono condizioni di forma fisica che è difficile replicare“.
Nonostante i segnali negativi, il primato è arrivato con un tempo inferiore di 1″ rispetto a quello non omologato l’anno precedente: “Purtroppo anche gli allenamenti non mi davano le conferme dell’anno scorso, quindi per me l’avvicinamento è stato comunque complicato, poi è veramente una situazione one shot, perché per noi le indoor sono solo ai Campionati Nazionali, e quindi è un giorno all’anno quello in cui io avrei eventualmente questa chance, e comunque nonostante tutto ci ho provato e ci ho creduto, ed all’ultimo sono riuscito a fare un secondo in meno dell’anno scorso, che sembra fatto apposta, ma in realtà non è stato fatto apposta. Io non ero assolutamente sicuro di farcela, poi mi sono detto: ‘Ok, non sono sicuro di riuscire a fare il mio, posso riprovare a fare quello vecchio’. Ho trovato, diciamo, con me stesso un compromesso ed ho approcciato la gara nella stessa maniera dall’anno scorso, e questo mi ha portato alla fine ad un risultato simile. Semplicemente sono arrivato all’ultimo giro ed ho guardato i cronometri, infatti la differenza vera c’è stata nell’ultimo giro: l’anno scorso me lo sono goduto, mi sono permesso pure di esultare, di alzare le braccia, invece quest’anno non ho mollato un metro, perché dovevo fare quel secondo in meno per battere il record“.
Fortunato questa volta si era cautelato prima del via: “Mi sono informato, ho chiesto in Federazione, ho detto: ‘Ma ci saranno i giudici?’. Poi ho detto: ‘Ovviamente chiedo per gli altri, non per me’. C’è anche una questione di scaramanzia, perché l’anno scorso qualcuno mi ha pure detto: ‘Però potevi dircelo che stavi bene, che volevi provarci’. Io ovviamente ho detto: ‘No, non è così, perché voi dovete essere pronti affinché qualsiasi atleta possa fare qualsiasi performance, io non devo avvisare e dire che ho i miei obiettivi, non è che lo devo dichiarare prima’ “.
Ai Mondiali a squadre di marcia si passerà dalla 20 km alla mezza maratona: “Io credo che non ci saranno grandi differenze. Se dovessimo dare una risposta fisiologica, probabilmente ho stimato, anche parlandone col mio allenatore, tra 20 e 21 km comunque parliamo di 4 minuti e qualcosa di prestazione in più. Potrebbe esserci un secondo al chilometro di rallentamento. Ovviamente sono stime, perché poi ogni giornata è diversa, quindi semplicemente imposterò la gara come una 20 km e leggerò un po’ quelle che sono le dinamiche della gara, perché a differenza della gara in pista, dove si insegue in questo caso il record, la 20 km e la mezza maratona vanno comunque affrontate ed interpretate anche in base a come si muovono gli avversari, alle condizioni climatiche, agli obiettivi, alla fine è sempre una gara di Campionato, quindi il discorso cronometrico, almeno in questa gara, passa in secondo piano“.