La poesia di Giovanna Sicari: quando il corpo si sacrifica per il vero
Dopo anni di silenzio editoriale, la voce di Giovanna Sicari torna finalmente a farsi ascoltare con tutta la sua intensità. La pubblicazione di Tutte le poesie restituisce ai lettori l’opera completa di una delle figure più autentiche e necessarie della poesia italiana contemporanea.
Merito della studiosa Sara Vergari, che ha raccolto e ordinato con cura anche gli inediti custoditi tra carte e diari, e dell’editore Andrea Cati, che ha voluto restituire al pubblico un corpus poetico fondamentale.
Nel corso della presentazione romana nella libreria Spazio Sette, Gisella Blanco ne ha parlato con Sara Vergari, avvalendosi delle testimonianze e degli aneddoti di vita di Gabriella Sica.
Come nasce la raccolta
“Il mio incontro con la poesia di Giovanna Sicari – racconta Sara Vergari – è stata da lettrice e studiosa. Mi sono trovata di fronte al fatto che i testi non si trovavano perchè
l’edizione precedente esistente era fuori stampa ed era introvabile anche nelle biblioteche. All’interno di uno studio che stavo cercando di fare sulla poesie delle donne mi rendevo conto che da una parte la poesia di Giovanna Sicari era una poesia necessaria, indispensabile da studiare e dall’altra però non si trovavano i testi. Da qui è nata è nata l’idea di restituire all’editoria, al pubblico questo testo completo e ho trovato la disponibilità di Interno Poesia, un editore che lavora benissimo sia con giovani esordienti sia nel recupero di autori del 900. Mi sono subito confrontata con Milo de Angelis, sia perchè ne detiene i diritti della produzione ma soprattutto per il legame diretto, affettivo, che c’è.”
La Lingua
“Se c’è un tratto caratterizzante di quest’opera – continua Sara Vergari – è proprio la ricerca di una nuova lingua che si inserisce perfettamente in quegli anni. La lingua di Giovanna Sicari è molto dura, forte, è una lingua che sacrifica volutamente il lirismo. Il verso stesso è lungo, non è classicamente poetico proprio perchè c’è la necessità di comunicare qualcosa che è sacrificale. La lingua diventa uno strumento sacrificale per la ricerca poetica, per arrivare alla verità, o anche solo a porsi delle domande.”
Il Corpo
“Il tema del corpo è un tema pregnante dell’opera della Sicari – sottolinea Gisella Blanco. Torniamo al periodo in cui è vissuta, siamo nel cuore della percezione del femminismo in Italia, nei tempi del teatro della crudeltà di Artaud, un teatro da cui gli spettatatori non dovevano uscire travolti, ma stravolti. Ed ecco che il corpo non è testimonianza, ma testimone dell’opera d’arte ed anche della vita che si vuole in qualche modo comunicare.”
“Il tema del corpo è infatti un po la seconda chiave di lettura dell’opera della Sicari – sottolinea Vergari. Il corpo è uno oggetto poetico che viene utilizzato come strumento di indagine e di conoscenza di sè e del mondo. Di nuovo bisogna contestualizzarlo nel periodo, sono gli anni in cui la donna che scrive sente inevitabilmente la necessità di costruire una nuova identità che demistifichi quello che la donna in quanto donna e scrittrice è stata nei secoli.
Esattamente come la lingua il corpo diventa uno strumento sacrificale. Il corpo si sacrifica per il vero, un corpo ferito, martoriato, che soffre, che esperisce con il dolore. La sofferenza è una sofferenza che serve alla conoscenza.
Non dobbiamo dimenticare l’esperienza della malattia con cui Giovanna convive che entra nella sua poesia. La sua esperienza del mondo viene filtrata attraverso la sofferenza del corpo.”
di Mario Masi
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