Peste suina, si allenta la morsa ma l’Oltrepò resta in zona rossa
VOGHERA. C'è anche Voghera tra i 56 Comuni dell'Oltrepò che l'Unione Europea manterrà sotto la lente d’ingrandimento della "Restrizione II" per la peste suina africana. Mentre gran parte della Lombardia tira un sospiro di sollievo dopo anni di allarmi, sacrifici economici e pesanti ricadute sul comparto agricolo, l’attenzione resta massima per la provincia di Pavia. Nonostante il via libera della Commissione Europea alla revoca delle restrizioni in una vasta porzione del territorio regionale, l'asticella rimane alta per la fascia collinare e montana dell'Oltrepò. Insieme a Liguria e Piemonte, quest'area è stata infatti l'epicentro dei ritrovamenti di carcasse di cinghiali infetti, motivo per cui Voghera e altri 55 centri della zona restano soggetti a regole rigorose.
Bruxelles ha modifica le zone di restrizione che blindano la provincia dal 2023: sono entrati in zona libera 77 comuni, mentre 53 sono passati in zona di restrizione I e altri 56, tutti oltrepadani, sono rimasti in zona restrizione II (la più rigida). Nella Città Metropolitana di Milano tutti gli 82 comuni sono tornati in zona libera.
I divieti
Nelle aree classificate come "zona rossa" persistono divieti e protocolli di biosicurezza fondamentali per evitare che il virus si propaghi ulteriormente: vige il divieto assoluto di attività venatoria mentre per escursioni e funghi, la frequentazione dei boschi e la raccolta dei miceti restano consentite, ma a patto di rispettare rigide norme igieniche. È infatti obbligatorio il cambio delle scarpe sia alla partenza che all’arrivo delle escursioni. «La decisione della Commissione europea di declassare le zone di restrizione per la peste suina - spiega il presidente della Provincia, Giovanni Palli - rappresenta per la provincia di Pavia un risultato di vitale importanza. La nostra provincia ha affrontato la storia epidemiologica più complessa della Lombardia, con i nostri comuni coinvolti dalle misure restrittive. Finalmente, grazie ad un impegno straordinario, si ritorna a parlare di comuni in zona libera, a testimonianza dell’efficacia del lavoro svolto sul campo. Sappiamo che la sfida non è conclusa - dice ancora Palli -, ma il percorso compiuto dimostra che la direzione è quella giusta. Desidero esprimere un riconoscimento particolare alla polizia provinciale di Pavia. Le donne e gli uomini del Corpo hanno operato con dedizione esemplare nelle attività di sorveglianza attiva, nel controllo della fauna selvatica, nel presidio costante delle aree più critiche dell’Oltrepò e nel coordinamento con le autorità sanitarie e le forze dell’ordine, spesso in condizioni ambientali e logistiche di particolare complessità. Il loro contributo è stato determinante per il raggiungimento degli standard di biosicurezza riconosciuti oggi dalla Commissione europea».
Palli spiega ancora: «Questo risultato è il frutto di un modello di cooperazione interistituzionale che ha visto la Provincia lavorare fianco a fianco con il commissario straordinario, il Sub Commissario lombardo, le direzioni generali regionali, i dipartimenti veterinari delle Ats, l’Izsler, Ersaf, le forze dell’ordine, i Comuni e l’intera filiera suinicola pavese. A Regione Lombardia e agli assessori Bertolaso e Beduschi va il merito di aver costruito e sostenuto un sistema di governance efficace che oggi produce risultati concreti per la tutela sanitaria ed economica del nostro territorio».
Palli pensa poi all'Oltrepò, che è ancora in zona rossa: «Continueremo a garantire quel presidio rigoroso e quella capacità operativa che hanno reso possibile questo traguardo, con l’obiettivo di portare anche i comuni dell’Oltrepò ancora in zona di restrizione verso il pieno superamento dell’emergenza». —