«Noi genitori impegnati per dare continuità con l’Ivrea Women»
IVREA. Fine giugno 2025, Lloret de Mar. Tra le strade della Costa Brava un gruppo di ragazzine italiane non passa inosservato. È la squadra dell’Ivrea Women, arrivata in Spagna per il 37° Torneo Mediterraneo. Mentre molte società iniziano l'attività con i classici allenamenti a porte chiuse, la neonata squadra eporediese preferisce bruciare le tappe, scegliendo un palcoscenico internazionale per il debutto assoluto. Un giorno intero di viaggio con FlixBus e un terzo posto al torneo internazionale. «Con nostra sorpresa siamo stati invitati a questo torneo internazionale e tutte le ragazze erano libere, cioè non erano tesserate per nessuna squadra – dice Paolo Cominetto, presidente dell’Ivrea Women –. Abbiamo iniziato così e questo ci ha dato la spinta per tirare su la squadra che abbiamo ora».
[[ge:gnn:lasentinella:15554884]]
E i risultati hanno dato ragione alla nuova dirigenza composta dalla vice presidente Mirija Raimondi, Barbara Ferrino, Cristina Cutruzzolà, Giampiero Saivetto e Rocco Russo. Quello che era un progetto di emergenza, dopo le vicende che hanno portato l’Independiente fuori da Ivrea, si è trasformato in una realtà solida e vivace.
La squadra inizia la sua attività con circa 15 ragazze intenzionate a giocare al calcio. Nel giro di pochi mesi le atlete diventano più di 45, dagli 8 ai 15 anni. «La nostra è una società che si occupa solo di calcio femminile divisa in Under 8, Under 10, Under 12 e Under 15 (quest’ultime allenate da Stefano Sasso), con la prospettiva di lanciare la Under 17 nella prossima stagione – continua Paolo Cominetto – dai 12 ai 15 anni viene disputato un campionato femminile regionale, mentre le rappresentative degli 8 e 10 anni giocano contro i maschietti a livello locale».
Dopo la battuta d’arresto del calcio femminile eporediese si respira un’aria nuova sul campo di Bellavista, ed è un'energia tutta al femminile. «Siamo un gruppo di genitori, oggi alla guida del direttivo dell’Ivrea Women. Abbiamo scelto di scendere in campo in prima persona per dare continuità a questa realtà – continua Cominetto –. La nostra missione è non deludere il sogno di tante giovani atlete: è da questa profonda passione per lo sport che nasce l’Ivrea Women».
L’idea di questa società non è solo la cronaca di una società sportiva nata da pochi mesi, ma è il racconto di come un gruppo di genitori abbia trasformato l'incertezza in un progetto di eccellenza radicato sul territorio. E i risultati ottenuti sul campo, come i campionati regionali affrontati dalle più grandi, sono solo una parte della storia. La vera forza del club risiede nella sua struttura familiare e di amicizia. La dirigenza è composta quasi interamente da genitori impegnati come volontari e lo spirito del rugby ha contagiato il calcio, con il terzo tempo diventato un rito fisso di aggregazione. «Noi il terzo tempo lo facciamo al ristorante che vuol dire dare una grande importanza al momento della socializzazione – continua il presidente – siamo molto legati come genitori e la squadra di calcio diventa un momento importante di socializzazione per le famiglie». E la nuova tradizione impone che i primi giorni di settembre il primo ritiro venga fatto obbligatoriamente a Ribordone, nei pressi del santuario di Prascondù tra allenamenti in quota e momenti di pura amicizia: le ragazzine corrono e si allenano e i genitori grigliano e si divertono. Non mancano le collaborazioni di prestigio: le giovani calciatrici eporediesi sono state spesso chiamate dalla Juventus per collaborare durante le partite della squadra femminile torinese a Biella, respirando l'aria del grande professionismo. Il futuro dell'Ivrea Women punta dritto alla riqualificazione dell'impianto sportivo di Bellavista. L'obiettivo, già condiviso con l'amministrazione comunale, è trasformarlo nella Casa del calcio femminile.
«Per il futuro puntiamo innanzitutto a un aumento delle iscritte; siamo fiduciosi, visto il boom registrato in questo breve periodo – conclude Cominetto – l‘obiettivo principale resta la riqualificazione del campo sportivo di Bellavista: vorremmo trasformarlo in un centro di aggregazione per la città. È emozionante vedere quanto fatto in così poco tempo: a fine settembre ci siamo ritrovati con ben quattro squadre». In un mondo del calcio spesso dominato da interessi economici, l'Ivrea Women ricorda a tutti che si può fare sport di alto livello partendo dai valori, dalla stabilità e, soprattutto, dalla voglia di stare insieme.