Rimasto per un mese al pronto soccorso, ora la coop Arcobaleno gli ha trovato un posto
PAVIA. L’odissea di D., il 30enne che per oltre un mese è rimasto “parcheggiato” nel pronto soccorso del San Matteo perché nessuna struttura sociosanitaria si era fatta avanti per accoglierlo (e dimetterlo equivaleva ad abbandonarlo per via delle sue condizioni di forte fragilità sociale) sembra concludersi con un lieto fine: dalla scorsa settimana, il giovane rimasto a lungo in un limbo assistenziale è ospite degli alloggi protetti che la cooperativa sociale Arcobaleno gestisce a Cava Manara, insieme alla Rsa e ad altri servizi socio assistenziali. «Abbiamo trovato questa soluzione di concerto con gli assistenti sociali del Comune e del policlinico San Matteo» spiega il direttore generale dell’Arcobaleno Domenico Rendina. I costi dell’assistenza saranno coperti dal Comune di Pavia (il caso ricade sotto la competenza dei suoi servizi sociali) e adesso l’obiettivo è costruire un progetto di vita compatibile con le fragilità e le condizioni sanitarie di D., che a lungo è stato seguito in contesti sanitari di alto livello ma inappropriati per gestire al meglio la sua condizione.
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Cosa è successo
Affetto da una patologia cronica che in certi casi può manifestarsi anche con sintomi assimilabili al disagio psichico, il pregresso di D. – noto ai servizi sociali di Pavia già dal 2021 – è caratterizzato da una forte fragilità sociale più che clinica, ed è tra le altre cose seguito da un amministratore di sostegno. Per questo motivo, è stato a lungo seguito dalle strutture sanitarie della provincia. Il 23 gennaio di quest’anno il giovane è entrato al pronto soccorso del policlinico per un consulto psichiatrico, trasportato dal Santa Margherita dov’era ricoverato. Qui la filiera dell’assistenza ospedale-territorio si era inceppata: le sue condizioni non necessitavano di ricovero – ma dimetterlo equivaleva ad abbandonarlo a se stesso – e nessuna struttura del territorio (tra le circa 30 contattate del Comune) si era fatta avanti per gestire un caso così complesso.
Adesso le cose si sono evolute in positivo: dopo un ricovero all’Ospedale di comunità che Asst gestisce a Casorate (che a sua volta si era attivata per cercare di sbloccare il caso dal 20 marzo D. è ospite degli alloggi protetti di Cava Manara. In questo momento il paziente si trova in fase di osservazione e.
Progetto di vita
Conclusa questa parentesi, gli esperti dell’Arcobaleno costruiranno un progetto di vita che possa essere compatibile con la sua condizione. «Dalle terapie alla presa in carico, sono stati attivati tutti i servizi di assistenza e tutela alla persona – prosegue Rendina –. Dopo un primo momento di spaesamento, il giovane ha accettato il nuovo ambiente. Il nostro complesso sociosanitario ha gli strumenti e le opportunità per aiutarlo in un contesto protetto e adatto alle sue esigenze, stilando un progetto di vita e di inserimento sociale adatto a lui, per recuperare una condizione che non era dignitosa per nessun essere umano».