Pnrr sanità, sindacati contro Asl/To4: «Ritardi gravi, a rischio i fondi Ue»
IVREA. Sindacati sul piede di guerra sulle strutture Pnrr dell’Asl/To4 dopo il tavolo online del 16 marzo con Città metropolitana e le aziende sanitarie: Cgil, Cisl e Uil Torino hanno chiesto un incontro “urgentissimo” alla direzione per chiarire lo stato dei lavori e i tempi di entrata a regime dei relativi servizi, temendo lo sforamento delle scadenze di aprile per le certificazioni Ue e di giugno per l’operatività, in particolare a Ivrea.
«Chiediamo un confronto immediato per avere la certezza che i termini previsti dal Pnrr, e ormai in scadenza, verranno rispettati e per capire come verranno organizzati i servizi che dovranno obbligatoriamente essere erogati in quelle strutture», sottolinea Luca Cortese, segretario generale Uil Canavese. «Parliamo di attività che richiedono personale e mezzi adeguati: su questo vogliamo chiarezza, perché finora da questa direzione non abbiamo visto l’attenzione al dialogo che ci aspettavamo».
Nel territorio Asl/To4 il Pnrr finanzia 10 case di comunità (Ciriè, Lanzo, Settimo Torinese, Leini, Chivasso, San Mauro, Ivrea, Caluso, Rivarolo, Castellamonte) e tre ospedali di comunità (Crescentino, Ivrea, Castellamonte). L’azienda sanitaria in queste ore ha assicurato che tutte le case di comunità saranno operative entro il 30 giugno, con a Chivasso solo lavori accessori successivi, mentre l’Ospedale di comunità di Ivrea è annunciato in funzione a fine giugno e quello di Castellamonte a fine agosto per il rinvenimento di amianto (nel frattempo ci si appoggerebbe all’ospedale di Cuorgnè), con Crescentino in corso sotto la regia della Regione. Ma «dalla riunione del 16 – incalza Gianni Ambrosio, responsabile Cgil Ivrea e Alto Canavese – è emerso con chiarezza che sull’Asl/To4 siamo in un ritardo assoluto: mentre le altre aziende stavano già ragionando su personale e servizi da attivare nelle case e negli ospedali di comunità, noi non avevamo uno straccio di struttura pronta di cui parlare». «All’apertura dell’incontro non c’era nessuno dell’Asl/To4, è intervenuto solo in un secondo momento un ingegnere, e questo la dice lunga sull’attenzione dedicata al tema». E ancora: «Se non avremo in tempi rapidi risposte chiare e un confronto diretto con la direzione, siamo pronti a mobilitarci per tutelare il diritto alla salute dei cittadini del Canavese, perché qui non parliamo solo di cantieri ma di servizi essenziali che rischiano di arrivare troppo tardi».
Proprio su questi temi si concentra l’allarme dei sindacati, che nel documento inviato al direttore generale Luigi Vercellino e al presidente della Conferenza dei sindaci Matteo Chiantore parlano di un «evidente ritardo» di Asl/To4 rispetto al termine del 30 aprile, quando partiranno le certificazioni delle strutture per il riconoscimento delle risorse europee.
«Auspichiamo che la nostra richiesta abbia un esito pressoché immediato, altrimenti ci vedremo costretti ad assumere delle iniziative», avvertono i sindacati. «Non possiamo permetterci che, per ritardi organizzativi o gestionali, il territorio del Canavese perda risorse o veda slittare l’entrata in funzione di strutture attese da anni», è la linea condivisa. «Serve un chiarimento pubblico e trasparente sullo stato dei cantieri e sull’applicazione del DM 77 sulla sanità di prossimità: i cittadini hanno il diritto di sapere quando e come questi servizi partiranno davvero». Così Stanislao Patalani di Cisl : «Noi a Ivrea, in corso Nigra, vediamo un edificio completamente ingabbiato, con le strutture che coprono tutto: da fuori non si capisce a che punto siano davvero i lavori e questo alimenta le nostre preoccupazioni».
Nel territorio dell’Asl/To4 sono in corso lavori per oltre 26 milioni di euro: il Pnrr copre con fondi europei la realizzazione di dieci case di comunità e tre ospedali di comunità, e la tempistica è fondamentale per non vedere svanire i finanziamenti. Al 31 marzo è prevista la scadenza per la conclusione dei lavori, ad aprile tocca alle certificazioni Ue ed entro il 30 giugno è necessario che le strutture entrino a regime. A impensierire è il cantiere di Ivrea, dove l’ex poliambulatorio chiuso nel 2017 ospiterà casa di comunità e ospedale di comunità. Il cantiere era già partito in ritardo per via dell’autorizzazione di Rfi, che in zona sta gestendo i lavori all’elettrificazione ferroviaria.