Condomini ingannati e lasciati con centinaia di migliaia di euro debiti: amministratore a processo per truffa
IVREA. Condomini lasciati con centinaia di migliaia di euro di debiti da un amministratore che ora andrà a processo per truffa, appropriazione indebita e sostituzione di persona. La giudice Marianna Tiseo, su richiesta della pm Elena Parato, ha fissato per il 16 luglio la prima udienza per Edoardo Moscheni, 53 anni, difeso dall’avvocato Luca Tommaso Calabrò, che commenta: «Affronteremo il processo per fare emergere la verità, che non è quella al capo d’imputazione». I fatti sono del biennio 2018-2020 ed è forte il rischio prescrizione, tanto che molte altre denunce sono già state archiviate. È imponente comunque la lista delle 34 vittime tra cui figurano 21 condomini soprattutto a Ivrea, ma anche a Strambino, Samone, Pavone, Borgofranco, Banchette, Montalto Dora, Pont Saint Martin e Busano; oltre a tre banche: Reale, Carige e Bnl. Le persone fisiche sono soprattutto altri amministratori, oltre a presidenti delle assemblee di condominio, che hanno visto le loro firme falsificate nero su bianco. Alcuni dei 34 avevano presentato denunce attraverso gli avvocati Leo Davoli, Celere Spaziante, Marco Stabile, Annarita Bonfitto, Mattia Fiò e Manuel Peretti.
La verità dell’imputazione al momento racconta un quadro fatto di finanziamenti falsi per lavori mai deliberati e a volte nemmeno mai eseguiti, altre eseguiti soltanto parzialmente. Prestiti che sarebbero stati ottenuti con l’inganno dalle banche, formando falsi verbali di assemblea, falsificando le firme dei presidenti. Poi, le appropriazioni indebite: i soldi ottenuti sarebbero stati girati, secondo l’accusa, su conti correnti riconducibili a Moscheni o su conti di altri condomini, oppure alle ditte incaricate dei lavori che però le assemblee non avevano mai deliberato.
C’è una sentenza civile di primo grado del tribunale di Ivrea, per cui però è stato proposto appello, che racconta quanto passato dai condomini. Siamo in via Canonico Boggio, a Ivrea. I proprietari degli alloggi del San Michele si erano ritrovati con un debito di 195mila euro circa per lavori che sostenevano di non aver mai deliberato e che non sarebbero mai stati eseguiti. Ingannati, secondo quanto racconta la sentenza del 22 novembre del tribunale di Ivrea, dall’ex amministratore di condominio Moscheni, che avrebbe falsificato i verbali dell’assemblea per richiedere un finanziamento alla Bnl. Un incubo, vero e proprio. L’idea giusta, però, è venuta all’avvocato Pietro Cecchin: in attesa del processo penale, rivolgere lo sguardo verso la banca che ha concesso il finanziamento senza fare le dovute verifiche, invece che verso Moscheni: che pagasse l’istituto di credito e non i condomini ignari, al posto dell’ex amministratore. Perché il verbale di assemblea del 21 novembre 2018, secondo la sentenza del tribunale di Ivrea, era chiaramente artefatto. L’assemblea del San Michele, quel giorno, aveva deliberato alcuni lavori per un importo molto inferiore. Ma il documento che l’amministratore ha presentato alla banca Bnl, aveva un punto in più per il rifacimento del tetto e dei balconi. Il problema è che il verbale presentato, secondo il tribunale, conteneva delle anomali macroscopiche che non sono state notate dall’istituto di credito.
Ora, tra i campi d’imputazione contestati a Moscheni c’è anche quello del condominio San Michele, che però reca una data vicina alla prescrizione: 19 aprile 2019.