Nicola Berti provoca: “Il Napoli non fa paura. L’Inter deve guardare solo a se stessa”
Le parole di Nicola Berti sono destinate a far discutere anche in casa Napoli. Intervistato da Time2play.com/it, l’ex centrocampista nerazzurro ha commentato la rimonta degli azzurri nel finale di stagione, escludendo però qualsiasi timore nella corsa scudetto. Secondo Berti, nonostante il calendario favorevole, il Napoli non rappresenta una vera minaccia per l’Inter, che deve concentrarsi esclusivamente su se stessa. Una presa di posizione netta che riaccende il confronto tra le due squadre nella fase decisiva del campionato.
Inevitabilmente, partiamo dall’Inter: come lo vedi questo finale di stagione?
Non ci sono alibi né scuse: l’Inter deve vincere scudetto e Coppa Italia, le mie sensazioni sono che, semplicemente, non ho paura di nulla. L’unica cosa che mi fa arrabbiare è che sono tre anni che dichiaro pubblicamente che il Milan con noi non ce la fa e invece ce la fa sempre.
Da parte interista c’è da aver paura del Napoli, che sta ritornando alla carica e da qui a fine campionato ha un calendario più semplice?
No dai, non scherziamo: al di là delle battute il Napoli non può far paura: l’Inter deve avere paura solo di se stessa. Ma non ce l’ha. Obiettivamente, su, se l’Inter non vince il campionato non succede un casino, lo faccio io un casino!
Lo è sempre stato, ma quest’anno ancora di più: gli arbitri, il VAR, è tutto molto confuso con polemiche a destra e a manca ogni giornata. Il VAR a chiamata potrebbe magari essere una soluzione?
Si devono mettere d’accordo tra di loro, tutti: arbitri, addetti al VAR, federazione, perché com’è adesso è solo un caos che non fa altro che generare polemiche.
Come funzionava ai tuoi tempi?
Quando giocavo io gli arbitri erano miei amici! E quando succedeva che “sbragavano”, lo ammettevano e dicevano “ho sbagliato”. E questo era anche divertente, in un certo senso: rimaneva tutto confinato al campo, senza tutte queste telecamere che ci sono oggi. Bastava solo uno sguardo, l’arbitro diceva “ho sbagliato” e io rispondevo “eh, bravo”, e si andava avanti.
E di sicuro l’esposizione mediatica che ha oggi il calcio, tra social e media vari, non aiuta…
Non me ne parlare: io sono fuori da tutto, dai social e tutto quanto, eppure vorrei e potrei contribuire, ahahah.
È rimasto qualcosa dei tempi in cui giocavi tu, a qualsiasi livello, nel modo in cui si vive il calcio?
No, assolutamente, io sono un simbolo ormai per i giovani e per gli anziani.
Sei ancora in contatto con il presidente Moratti?
Ah, Moratti, un gentleman. E poi io e lui siamo legati: 1995, prima giornata della sua presidenza interista, Brescia-Inter 0-1, indovina chi fa gol?
Chiudiamo con l’Italia, che farà i playoff: come la vedi?
Ti dico solo una cosa, si lamentano dell’Inter buttata fuori in Champions League e poi vai a vedere e leggi che Tonali (in che squadra giocava in Italia Tonali?) si fa male (!) e non gioca. Contro l’Irlanda del Nord!
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