Destra in crisi dopo il referendum, dimissioni e tensioni mettono Meloni in un vicolo politico sempre più stretto
di Carlo Cotticelli
Terremoto nella destra dopo il referendum : dimissioni di Del Mastro , sottosegretario alla giustizia già condannato in primo grado ,e della.capo di gabinetto del Ministro alla giustizia Nordio ,sono loro le teste che la presidente del consiglio offre ai magistrati dopo il referendum per evitare cose ben peggiori ,un gesto “distensivo”,a scoppio ritardato che può provocare altri danni nel partito di Fratelli d’Italia gestito in modo familiare e ” claneristico” e non procurare alcun vantaggio nell’elettorato che invece si sente tradito dalla sottovalutazione della questione etica da parte del governo.
La prospettiva è ora complicata :si rischia di vivacchiare fino alla fine della legislatura senza un orizzonte chiaro che dovrebbe essere rivoluzionario sia in politica estera che nella politica interna con provvedimenti che andrebbero contro tutti quelli presi fin da ora, ma non è nella natura di questa coalizione che potrebbe veder cadere molti alleati nei prossimi mesi come Orban in Ungheria e lo stesso Trump che potrebbe essere detronizzato dalle elezioni di mid term in programma a novembre ed a quel punto rifare una politica estera avrebbe bisogno anche di un altro ministro degli esteri e mandare via Tajani è complicato a meno che Marina Berlusconi non gli risolva il problema ma la vediamo difficile.
E’ poco credibile chiedere le dimissioni della Santanchè dopo due anni dall’inizio delle inchieste che la riguardano e dopo che il senato ha bloccato in parlamento alcuni provvedimenti che la riguardavano e la stessa Santanchè che non ha mai manifestato l’intenzione di andarsene per togliere dall’imbarazzo il governo.
Insomma rischia di essere inutile tutto questo e allora la Meloni potrebbe andare alle elezioni anticipate ma in questo modo si presenterebbe con una coalizione debole e rissosa ,insomma ora la Presidente del Consiglio si trova in un cul de sac dal quale diventa difficile uscire.
A Sinistra invece ora si sente il profumo della rivincita ma non sembrano ancora pronti per andare alle elezioni : manca ancora un programma condiviso , il perimetro dell’alleanza e la scelta del leader che potrebbe dilaniare la coalizione.Certo converrebbe alle opposizioni affrontare subito questa sfida perché troverebbe un avversario ferito ,serve quindi un colpo di ala che al momento non sembra che possano avere a meno che non facciano tutti un passo indietro per arrivare ad un cammino comune perché la competizione per la sinistra in questo paese non è mai facile in quanto la destra ha radici profonde e quindi se non si ha la consapevolezza di questo diventa difficile pensare in grande.
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