È morta Valerie Perrine, l’attrice aveva da anni il morbo di Parkinson. Il compagno: “Ha affrontato la malattia con incredibile coraggio e dignità, senza mai lamentarsi”
Mondo del cinema in lutto. Valerie Perrine è morta nella sua casa di Beverly Hills, in California, all’età di 82 anni. L’attrice è diventata famosa per il ruolo di Honey Harlow in “Lenny” (1974) di Bob Fosse e di Eve Teschmacher nei primi due film di “Superman” (1978-1980). La notizia della scomparsa è stata annunciata dal compagno Stacey Souther.
Perrine aveva da anni il morbo di Parkinson, diagnosticato nel 2015, che negli ultimi tempi le aveva compromesso la mobilità e le capacità di parola e alimentazione. “Ha affrontato la malattia con incredibile coraggio e dignità, senza mai lamentarsi – ha scritto Souther -. È stata una vera fonte di ispirazione e ha vissuto la vita appieno: e che vita magnifica è stata. Il mondo sembra meno bello senza di lei“.
“Ha vissuto una vita straordinaria, che molti possono solo sognare – ha dichiarato il fratello Ken Perrine – Ci mancherà immensamente”. La famiglia ha annunciato che Valerie sarà sepolta al Forest Lawn Memorial Park nelle Hollywood Hills, come desiderato dall’attrice.
Perrine non si è mai sposata e non ha avuto figli, ma ha avuto relazioni con personaggi celebri come Elliott Gould, Jeff Bridges e Dodi Faye. La sua vita è stata segnata da tragedie personali: il fidanzato Bill Haarman è morto accidentalmente nel 1969 e Jay Sebring, suo ex compagno, è stato vittima della strage di Sharon Tate ad opera della setta di Charles Manson.
Al grande pubblico Perrine è rimasta celebre soprattutto come Eve Teschmacher, l’affascinante e complice del “cattivo” Lex Luthor interpretato da Gene Hackman nei film “Superman” e “Superman II“. La sua Teschmacher era seducente ma dal cuore buono, pronta a rischiare tutto pur di salvare Superman, interpretato da Christopher Reeve.
Valerie Ritchie Perrine è nata il 3 settembre 1943 a Galveston, in Texas, figlia di Winifred McGinley, danzatrice scozzese, e Kenneth Perrine, ufficiale dell’esercito americano. La famiglia si spostò frequentemente per via del lavoro del padre, tra Giappone, Parigi e altre città degli Stati Uniti. Giovanissima, Perrine si trasferì a Las Vegas, diventando showgirl negli spettacoli del Lido de Paris allo Stardust Hotel, guadagnando fino a 800 dollari a settimana come prima ballerina.
L’esordio cinematografico nel 1972 con “Mattatoio 5”, trasposizione del romanzo di Kurt Vonnegut diretta da George Roy Hill, dove interpretò la provocante Montana Wildhack. Nello stesso periodo, Perrine posò per “Playboy”, confermandosi come sex symbol di quegli anni. La sua carriera prese slancio quando fu scelta da Bob Fosse per interpretare Honey Harlow, la moglie del comic Lenny Bruce, in “Lenny”, ruolo che le valse il Premio come miglio attrice al Festival di Cannes del 1975, un Bafta come miglior esordiente, il New York Film Critics Circle Award come miglior attrice non protagonista e la candidatura all’Oscar come miglior attrice protagonista.
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