Diesel ai massimi da 4 anni, il prezzo medio supera i due euro: picchi in Sicilia, Valle d’Aosta e province autonome
Continua a salire il prezzo della benzina a seguito delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, nate dopo l’intervento di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il prezzo in molte zone d’Italia ha superato i 2 euro al litro con evidenti conseguenze sui trasporti. Le opposizioni attaccano l’operato del Governo, giudicato incapace di fronteggiare il grave rincaro per cittadini e aziende. Lo stesso esecutivo, intanto, continua a monitorare l’andamento dei prezzi.
Nel frattempo prosegue l’impennata dei prezzi dei carburanti con il gasolio che tocca i suoi massimi da 4 anni: al self è spillato a 2,07 euro/litro, la benzina a 1,84. I dati, pubblicati dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, evidenziano come il prezzo del diesel sia superiore ai 2 euro in tutte le regioni italiane con i maggiori picchi, tra i 2,08 e i 2,1 euro al litro, registrati in Sicilia, Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano. In autostrada i prezzi medi salgono a 2.134 euro al litro per il gasolio e a 1.929 euro al litro per la benzina. Salgono, di conseguenza, anche i prezzi per il servito: la benzina sale a 1,973 euro/litro, il diesel a 2,200 euro/litro, il Gpl tocca 0,705 euro/litro, e il metano arriva a 1,501 euro/kg.
Il ministro Adolfo Urso ha assicurato “interventi compensativi mirati per le famiglie meno abbienti e l’autotrasporto, forse già nel prossimo Consiglio dei ministri”, tuttavia ha rifiutato al momento l’ipotesi di ricorrere al taglio delle accise. Anche l’Ue punta l’attenzione sul caro carburanti: “Non dobbiamo solo monitorare, ma anche prepararci – ha dichiarato il commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen – ed essere pronti ad attuare misure a breve termine, perché la situazione può aggravarsi ulteriormente”.
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