Stellantis, 60 esuberi incentivati a Termoli: lasceranno il posto di lavoro entro dicembre
Un nuovo taglio per lo stabilimento di Stellantis a Termoli. La fabbrica, specializzata nella produzione di motori, vedrà scendere di almeno 60 addetti la propria pianta organica entro la fine del 2026. L’azienda e i sindacati – tutti tranne la Fiom – hanno trovato un accordo per una nuova procedura di esodo incentivato: i sessanta dipendenti lasceranno il loro posto entro il 31 dicembre e si tratterà principalmente di persone che matureranno i requisiti per la pensione nei prossimi anni.
Mentre per la Uilm Molise si tratta di uno “strumento volontario che permette di affrontare con responsabilità una fase complessa per il nostro stabilimento”, la Fiom territoriale ha espresso contrarietà e non ha sottoscritto l’accordo ritenendo che continui a ridurre l’occupazione nel sito produttivo. Per il segretario locale Alfredo Fegatelli esiste “una contraddizione tra le prospettive produttive annunciate e il ricorso a nuove uscite e agli ammortizzatori sociali”.
Proprio negli scorsi giorni, infatti, era stato annunciata la partenza il 15 settembre della produzione del cambio Edct, che dovrebbe far calare gli esuberi a 400 – di cui 180 trasfertisti – su un organico di 1.780 persone. I lavori propedeutici alla produzione – con un investimento di 41 milioni di euro – sono già partiti: l’installazione delle linee sarà completata a fine aprile, mentre a giugno e luglio inizieranno le pre-serie. La direzione dello stabilimento ha anche confermato la produzione dei tre motori assegnati: il Gse FireFly, il V6 e il Gme.
Gli ultimi due motori, tra bassi volumi di vendita di Maserati e i dazi degli Usa, hanno una richiesta limitata. Il FireFly, invece, potrebbe avere a una ripresa nelle richieste tra l’aggiornamento alla normativa Euro 7 e le indiscrezioni su Opel che avrebbe intenzione di montarlo in sostituzione del Puretech che ha creato molti problemi al marchio del mondo Stellantis. Tra il 2019 e il gennaio dello scorso anno, Psa – diventata Stellantis dopo la fusione con Fca – ha dovuto affrontare il richiamo di centinaia di migliaia di veicoli per controlli e ha aperto una piattaforma per indennizzare chi aveva dovuto affrontare riparazioni a guasti prima di dieci anni o di 180mila chilometri percorsi.
Termoli vive da tempo un periodo di difficoltà e ha dovuto recentemente incassare l’addio definitivo del progetto della gigafactory. Il consorzio Acc – capofila Stellantis con Mercedes e Total – ha annunciato che non riconvertirà la fabbrica alla costruzione di batterie per auto full electric. Una scelta coerente con la marcia indietro totale sull’elettrico annunciata dall’ad di Stellantis Antonio Filosa, che è costata 25 miliardi di euro di oneri finanziari nel bilancio del 2025.
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