Sinistra grottesca contro Meloni in radio, gara all’ultimo sfondone: “E chi è Churchill che va a Radio Londra?”
“Crosetto, chiami Meloni e le dica di venire”. Ma davvero? Il leader di Avs, Nicola Fratoianni, l’ha proprio detto nell’aula di Montecitorio? Ebbene sì, proprio così, sono alla canna del gas…Questa opposizione che ha da ridire perché la premier ha parlato in radio indica il livello del ridicolo raggiunto da Pd, Avs, M5s. Che inscenano una commediola squallida intorno all’intervista rilasciata dalla presidente del Consiglio a Rtl. Nella quale Meloni ha chiarito molte cose. Ha esaminato ogni dossier chiave in questa situazione drammatica che stiamo vivendo: Iran, rapporti con gli Usa, protezione dei nostri connazionali e dei nostri militari nel Golfo, possibili ripercussioni del terrorismo islamista. Cose serie, gravi. Eppure per la sinistra Meloni non doveva andare in radio a parlare. Grottesco ma vero.
Ridicola sceneggiata M5S: “Meloni va in radio e non viene qui…”
La sceneggiata inizia con i capigruppo M5S di Camera e Senato, Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini. “Stamattina Giorgia Meloni ha trovato il tempo per intervenire in radio, con una bella intervista senza contraddittorio, l’ennesima. Non ha trovato però il tempo per il Parlamento, cioè il luogo dove un presidente del Consiglio dovrebbe presentarsi quando c’è da parlare davvero al Paese. In aula oggi non ci sarà lei ma le controfigure Crosetto e Tajani. Meloni ancora una volta perfettamente allineata a Washington. E, guarda caso, perfettamente lontana dal Parlamento. A parte lo squallore di definire “controfigure” i ministri di Esteri e Difesa che più di tutto sono informati dei fatti, va detto che è già la seconda volta i tre giorni che i due capi dei dicasteri più coinvolti si recano a riferire alle camere.
Fratoianni tragicomico: “Crosetto, chiami Meloni: dove sta?”
Nasce una pantomima tragicomica, con Fratoianni che apostrofa Crosetto: “Ministro, le chiedo di fare una cortesia al Parlamento: chiami Giorgia Meloni, dove sta? Le dica di venire qui, venga lei a fare le raccomandazioni e gli inviti che ha fatto lei. “Dove sta la presidente del Consiglio? Pensa che basti una intervista? Questo è il Parlamento della Repubblica, dovrebbe stare qui, rivolgersi al Parlamento e non alla radio senza contradditorio e offrire il punto di vista del governo. Questo atteggiamento è inaccettabile, gli telefoni, veda se trova il tempo di venire qui”, ha aggiunto il leader di Avs. Da non credere, sembra una recita scolastica.
Le opposizioni al ridicolo, si attaccano all’intervista a Rtl di Meloni
Per la cronaca e per stroncare le elementari obiezioni delle opposizioni, Meloni ha comunicato la sua disponibilità a riferire in Parlamento mercoledì 11 marzo sulla crisi in Iran, “anticipando le comunicazioni del Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente. Ho comunicato la notizia ai presidenti di Camera e Senato”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha smontato la commedia sinistra. Che però prosegue.
Provenzano: “Meloni come Churchill a Radio Londra…”
Si aggiunge anche il luogotenente di Schlein , il responsabile esteri del Pd Peppe Provenzano. Audite audite. “Chi è Meloni, Churchill che va a radio Londra?”. L’opposizione ha trovato il temino facile facile di giornata per attaccare Meloni e si accoda anche Italia Viva con Matteo Renzi in persona: “Oggi il Parlamento discute di politica estera, Iran, attacchi a Paesi europei. Giorgia Meloni viene a confrontarsi in Senato ma fa una diretta su Rtl102.5 . E in Parlamento lascia Tajani e Crosetto: lei no, lei in aula non viene. Al massimo va in radio. Vi sembra giusto, amici?”. E’ una gara a chi fa ridere di più.
Si sveglia anche Schlein: la polemicuccia del giorno
Ecco, signori, il livello delle opposizioni. I ministri di Esteri e Difesa hanno riferito ampiamente sulla situazione, la premier tra qualche giorno riferirà in Parlamento, ognuno nell’esecutivo ha il suo ruolo. Invece il ruolo delle opposizioni è sempre quello di fallire ogni esame di maturità si presenti sul terreno della politica internazionale, pensando che con parole vuote si possano risolvere i problemi o eliminarli. E a questo ruolo dell’irrilevanza se ne aggiunge un altro: quello di abbassare ogni volta l’asticella del ridicolo. Ah, no, scusate, mancava lei, la segretaria dem, che in tarda mattinata si sveglia, si accorge della polemicuccia e si aggiunge all’appello dei commedianti: “Meloni non in aula ma in radio ad attaccare opposizioni”. Sipario.
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