Guerra in Iran: quasi 20 mila gli italiani bloccati nei Paesi del Golfo, trasferiti dall’Oman i primi 127. Nella regione sono in totale 70mila i connazionali
Dai 200 studenti minorenni italiani bloccati a Dubai, ai 573 connazionali a bordo della Msc Euribia ferma al porto della capitale degli Emirati. Sono solo alcuni degli oltre 70mila gli italiani presenti in Medio Oriente. Quasi l’80% di loro è residente mentre gli altri sono turisti, studenti o viaggiatori che si sono ritrovati bloccati nei Paesi del Golfo dopo l’attacco di Israele e Usa all’Iran e la risposta di Teheran che ha preso di mira gran parte degli Stati vicini. Solo negli Emirati Arabi sono 7.800 gli italiani arrivati da quando la crisi è iniziata, mentre quasi 21mila sono residenti registrati. In Qatar gli italiani residenti sono 2.810, mentre 769 persone si trovano nel Paese dall’inizio dei raid. In Arabia Saudita, viene segnalata dall’Unità di Crisi della Farnesina la presenza di 3.822 italiani, fra cui 1.322 tra viaggiatori e turisti. 709 sono invece le persone in transito in Oman, dove gli italiani residenti sono 341. In totale sono quasi 20mila gli italiani non residenti presenti nelle aree ritenute ad alto rischio nella zona del Golfo. A questi vanno aggiunti i quasi 500 italiani che si trovano in Iran.
“I nostri connazionali nella regione sono la nostra priorità assoluta e voglio ribadire l’appello alle forze politiche: deve prevalere l’unità, la responsabilità e l’equilibrio, è quello che ci chiedono i nostri concittadini”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione nelle commissioni di Camera e Senato. Intanto da Mascate è partito il primo volo charter con 127 cittadini italiani bloccati in Oman oppure trasferiti da Dubai con l’assistenza della Farnesina. Ad Abu Dhabi, Dubai e Oman ambasciate e consolati stanno lavorando per favorire il trasferimento di cittadini italiani verso aeroporti della regione operativi. La compagnia aerea Etihad sta organizzando anche brevi aperture anche dell’aeroporto di Abu Dhabi. I 200 studenti impegnati nel progetto di Fsl di simulazione diplomatica organizzato dall’Associazione WSC Italia “rientreranno domani“, ha assicurato il ministro Tajani.
Una situazione estremamente complessa che si intreccia con la paura di chi si trova bloccato e delle famiglie che chiedono al governo di intervenire il prima possibile. “Sono arrabbiata nera. I ragazzi sono lasciati a loro stessi, anche per mangiare”, ha detto la madre di una studentessa 17enne tra i 200 bloccati a Dubai. “La loro tenuta psicologica sta cominciando a venire meno. Il ministro Crosetto è stato fatto rientrare. Loro sono ancora là”, ha aggiunto. “L’albergo non fornisce pasti e loro devono comprarsi il cibo con il delivery. Alcuni hanno anche finito i soldi visto che dovevano rientrare sabato scorso e si stanno aiutando tra loro. All’inizio il loro umore era complessivamente buono, ma adesso, mi ha raccontato mia figlia che qualcuno sta iniziando a cedere psicologicamente, hanno paura”. E conclude: “Sono arrabbiata perché nessuno della Farnesina mi ha contattato”.
Se per loro il rientro dovrebbe avvenire domani, per gli altri continua la lunga attesa. “L’equipaggio della nave sta facendo il possibile, ma francamente non ci sentiamo completamente al sicuro”, racconta uno dei turisti a bordo della Msc Euribia. Secondo le testimonianze, alcuni passeggeri sul ponte hanno visto bagliori e sentito rumori della contraerea che intercettava probabilmente droni e missili diretti verso la città. Nei telefoni di molte persone a bordo della nave, subito dopo la mezzanotte di ieri, è scattato l’allarme. “Alcuni passeggeri tenevano stretti i propri bambini e piangevano dalla paura, c’era gente ammassata alla reception e altre scene di questo tipo”, hanno raccontato. Lo staff della nave intanto attende il permesso dalle autorità locali per poter lasciare il porto, mentre i croceristi si dicono preoccupati.
Tra gli italiani bloccati a Dubai c’è anche la conduttrice e attrice Luisa Corna. Come riportato da Il Tirreno, la donna si trova negli Emirati come ospite al Gala della Canzone italiana, ispirato alla tradizione del festival di Sanremo. Sarebbe dovuta ripartire sabato scorso alla volta dell’Italia, ma il rapido peggioramento degli eventi non ha reso possibile il rientro. “Sabato siamo stati per ore in aeroporto, poi con un pullman ci hanno portati in un albergo ma dopo altrettante ore di attesa abbiamo scoperto che l’albergo era esaurito“, racconta la conduttrice che aggiunge: “Fortunatamente gli organizzatori dell’evento per cui sono venuta a cantare hanno preferito ospitarci a casa per non lasciarci da soli in hotel – spiega-. In serata abbiamo sentito diversi attacchi sopra le nostre teste ed anche il suono di vari aerei militari. I nostri telefoni suonano spesso allertandoci di non uscire e di stare al riparo. C’è un clima di grande tensione e di insicurezza”. Tanti anche gli sportivi bloccati: tra loro due squadre di volley, Roberto Mancini e Awudu Abass.
“Per oggi ci hanno detto che sicuramente non si parte. Niente voli, ancora fermi senza una indicazione precisa di come e quando potremo rientrare. Speravamo di poter tornare in Italia”: racconta Felice Guarino, anche lui bloccato a Dubai dove era andato in vacanza insieme alla sorella e al cognato. Adesso attende comunicazioni che non arrivano, mentre fuori si sentono ogni tanto i boati e le sirene, oltre agli alert sui telefonini: “Stanno raccogliendo di nuovo i nostri nomi e i numeri di telefono – ha detto – per avvisarci appena i voli verranno riorganizzati. C’è qualche speranza per domani ma nessuna certezza al momento”, racconta. Sarebbe dovuto rientrare sabato ma dopo la cancellazione del volo per l’Italia in seguito alla chiusura dello spazio aereo è rimasto a Dubai. Stessa situazione per nove eugubini dei quali ha parlato sui social il sindaco Vittorio Fiorucci.
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