Caluso, sospesi i funerali di un 80enne per un sospetto mesotelioma
CALUSO. La Procura di Ivrea ha sospeso i funerali di Pier Luigi Piacentino, morto all’età di 80 anni nella sua casa di via Comotto a Caluso lo scorso mercoledì a causa di una malattia che si sarebbe manifestata all’improvviso qualche mese fa, ma che poteva essere latente. Il decesso è avvenuto dopo una crisi respiratoria che l’ha sorpreso nella notte e dalla quale non si è più ripreso, nonostante le cure a cui si sottoponeva e l’arrivo tempestivo della guardia medica. Era stato il medico legale dell’Asl/To4 ad informare la Procura di Ivrea dopo aver esaminato le cartelle cliniche del pensionato. La tac eseguita all’ospedale di Cuorgnè, dove era stato ricoverato il mese scorso, aveva rivelato un sospetto mesotelioma, che Pier Luigi Piacentino potrebbe aver contratto negli anni in cui lavorava nell’ex stabilimento Honeywell - Bull di Caluso. Trattandosi, quindi, di una sospetta malattia professionale si rende necessaria un’autopsia per sgomberare il campo da ogni dubbio e avviare l’iter del caso, se venisse confermata la malattia professionale.
I casi di mesotelioma legati all'ex stabilimento di via Martiri si inquadrano nel più ampio contesto di inchieste sull'amianto nel Canavese, con diverse vittime registrate nel corso degli anni tra ex lavoratori e residenti, simili a quelle dell'area olivettiana di Ivrea. Il territorio canavesano è stato pesantemente interessato dall'esposizione all'amianto, responsabile del mesotelioma e di altre patologie, spesso con lunghe latenze (20-40 anni). Sulla scia delle indagini per le morti all'Olivetti (con 17 nuovi casi segnalati nel 2016 e indagini bis), l'attenzione si era estesa ad altre realtà industriali locali, inclusa l'area di Caluso. La Procura, quindi, non ha concesso il nulla osta per il funerale, che era già fissato per le 14 dello scorso venerdì nella chiesa parrocchiale di Caluso. La salma per il momento resta alla famiglia.
Una sofferenza indicibile per la moglie Amalia e per il figlio Danilo, già provati per il lutto. «Mio marito era sempre stato bene – racconta la vedova –, poi due anni fa aveva cominciato a sentirsi debole e stanco. Quando sono arrivate le crisi respiratorie, il mese scorso, l’abbiamo portato al pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea. I medici l’hanno poi trasferito a Cuorgnè per sottoporlo agli esami del caso e per le cure. La tac ha evidenziato il mesotelioma. Io non so se l’abbia contratto durante i suoi anni di lavoro all’Honeywell. Sono cose delicate, ma anch’io soffro da anni per un fibroma polmonare. Ed anch’io ho lavorato negli stessi anni, dal 1968 fino agli ’90, nella fabbrica di Caluso. I medici, una decina di anni fa, mi avevano detto che avevo pochi mesi di vita. Invece sono ancora qui grazie alle cure e ai progressi della scienza medica».
Fino ad un paio di anni fa Pier Luigi Piacentino aveva goduto di buona salute e aveva dedicato una parte del suo tempo al servizio di nonno vigile nelle scuole di Caluso. «Lui avrebbe voluto continuare – lo ricorda Mario Picco, coordinatore del servizio –, ma la malattia l’aveva reso più debole. Aveva quindi bisogno di cure e riposo. La sua morte mi addolora e spero venga fatta chiarezza su che cosa abbia provocato il decesso».
Nato nella frazione Boschetto di Chivasso (dove sarà poi sepolto) Pier Luigi Piacentino aveva cominciato a lavorare come operaio attrezzista nell’officina di quella che allora era la Honewell-Bull: la grande fabbrica di Caluso che dava lavoro a un migliaio di addetti, poi passata ad altre società prima di imboccare la parabola discendente. Piacentino aveva poi fatto carriera, passando a lavorare negli uffici. Raggiunta la pensione aveva continuato a lavorare come amministratore di condominio, risolvendo molte situazioni critiche, e si spendeva anche per la comunità: per questo era entrato a far parte del servizio dei nonni vigile, istituito dalle amministrazioni comunali che si sono succedute per i controlli davanti le scuole. «Un servizio – aggiunge Picco – che svolgeva con impegno e professionalità». —