Il talent in stile Sanremo della Rsa: «Quanta emozione con le canzoni storiche»
Casorate. C'è un palco in provincia di Pavia ancora più festoso dell’Ariston di Sanremo. È quello della Rsa Delfinoni di Casorate Primo, che in concomitanza con il blasonato Festival di Carlo Conti ha accolto delle vere star della canzone: gli ospiti della struttura si sono infatti cimentati nel “Sanremo giovanissimi”, sostenuti e accompagnati da operatori sanitari e volontari.
Tanti partecipanti
Dei settanta “nonni” che alloggiano alla Delfinoni - di cui è presidente Stefano Stramezzi - ben trenta hanno accettato di mettersi in gioco, preparandosi per tre mesi al grande evento. Questo grazie anche all’impegno di Lidia Vignoni, maestra di coro, che con passione e pazienza ha alzato il livello tecnico dell’evento. Sul palco anche il sindaco di Casorate, Enrico Vai, che con loro ha intonato un’applauditissima “O mia bela Madunina”. E come in tutte le gare era presente anche una giuria, che ha però premiato tutti i concorrenti con un 10 all’unanimità. E in effetti sono stati tutti bravi e gli applausi decisamente scroscianti per canzoni scelte dagli stessi ospiti e che hanno fatto la storia delle edizioni sanremesi del passato. Da “L'italiano” di Toto Cutugno a “Sarà perché ti amo” dei Ricchi Poveri fino a “O sole mio” e “Rose rosse”, una carrellata di successi indimenticabili che hanno fatto cantare tutta la sala. I concorrenti sono stati pronti a mettersi in gioco come veri “big” della canzone, cantando da solisti e poi duettando insieme al personale sanitario che per un giorno ha lasciato la divisa per trasformarsi in partner musicali, coristi e sostenitori. Un’iniziativa che trasforma il rapporto di cura in un legame artistico e umano profondo. L’evento era aperto a tutta la comunità: famiglie, amici e cittadini hanno partecipato per tifare i propri cari e godersi uno spettacolo che abbatte le barriere dell’età. «Vederli provare i brani con così tanto entusiasmo e trasporto è la dimostrazione che lo spirito non invecchia mai», – dicono le animatrici della Rsa, motore dell’organizzazione dell’evento. «Strutturalmente la Rsa non è giovanissima – sottolinea l’assessora alla cultura Emanuela Rovaris – ma è il fiore all’occhiello di Casorate e ci teniamo tutti molto, anche perché accoglie ospiti che hanno trascorso tutta la loro vita nel nostro paese e vogliamo che continuino a sentirsi parte della comunità».