Sanremo nella casa di riposo a Voghera, nonni cantanti per un giorno
Voghera. Altro che Ariston: al pensionato Zanaboni di Voghera, per un pomeriggio, il palco più atteso è diventato lo “ZanAriston”. È qui che ha preso vita la prima edizione del “Festival Zanabello , il festival del ritornello”, un evento capace di trasformare la musica in memoria condivisa, emozione e partecipazione autentica.
Un’iniziativa nata quasi per gioco, ma diventata in breve tempo un vero progetto educativo e terapeutico, realizzato nell’ambito delle attività di musicoterapia della struttura. Protagoniste dodici ospiti, vere artiste per un giorno, che con entusiasmo e grande coinvolgimento si sono alternate sul palco interpretando i ritornelli delle canzoni più amate della loro vita.
A guidarle nel percorso è stata la musicoterapeuta Angelica De Paoli, insieme alle educatrici Ilaria e Sara, che hanno accompagnato le partecipanti lungo un mese di preparazione fatto di prove, ascolto reciproco e condivisione di ricordi personali. La scelta dei brani è nata proprio dalle preferenze delle ospiti: ogni canzone rappresentava un frammento di storia vissuta, un momento significativo legato alla giovinezza, alla famiglia o a ricordi lontani nel tempo ma ancora vivi. Dai grandi classici sanremesi come Vola colomba e Nel blu dipinto di blu, fino a intramontabili successi della musica italiana come Rose rosse, Perdere l’amore e Le mille bolle blu, il repertorio ha attraversato decenni di emozioni collettive.
Non solo esibizioni soliste: sul palco si sono alternati anche duetti e piccoli gruppi, favorendo sostegno reciproco, complicità e un forte senso di appartenenza. Il festival è stato curato in ogni dettaglio. Le partecipanti hanno scelto con attenzione gli outfit, alcune facendosi portare abiti da casa, altre passando dalla parrucchiera poco prima dell’esibizione, vivendo l’attesa con la stessa emozione dei grandi eventi musicali. Anche la scenografia, interamente realizzata per l’occasione, ha contribuito a ricreare l’atmosfera di una vera kermesse, trasformando la sala del Pensionato Zanaboni in uno spazio teatrale accogliente e festoso, tra applausi e sorrisi.
L’evento rappresenta l’esito di un percorso di musicoterapia che utilizza la musica come strumento per stimolare memoria, emozioni e relazioni sociali. Durante le prove sono emersi racconti, ricordi e persino qualche lacrima, segni tangibili di quanto la musica sappia ancora accendere emozioni profonde e far riaffiorare storie mai dimenticate. Il pubblico ha accompagnato le esibizioni cantando insieme alle protagoniste, creando un momento di condivisione capace di unire generazioni diverse attraverso melodie conosciute da tutti. A decretare i vincitori una giuria composta dagli stessi ospiti della struttura, severissima ma affettuosa, che ha assegnato premi personalizzati pensati per valorizzare le qualità di ciascuna artista: dalla simpatia alla presenza scenica, fino ai riconoscimenti “amarcord”. Nel perfetto spirito dello Zanaboni, però, non c’è stato un solo primo posto: hanno vinto tutti, perché il vero successo è stato condividere emozioni, ricordi e risate. Il pomeriggio si è concluso tra cori, applausi e foto di rito, lasciando negli occhi dei partecipanti la soddisfazione di un’esperienza speciale.