Nuova aula per i maxi processi al tribunale di Ivrea, apertura da Roma sui costi dell’affitto
Ivrea. Un primo segnale incoraggiante arriva da Roma sul progetto della nuova aula del tribunale di Ivrea destinata a ospitare i grandi processi. Non c’è ancora alcun atto formale, ma – su sollecitazione del presidente della Regione Alberto Cirio – il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro avrebbe assicurato la disponibilità del dicastero a farsi carico, se non dell’intero importo, di una quota rilevante del futuro canone di locazione.
Un passaggio politico non secondario, che rafforza la soluzione individuata dal Comune dopo il definitivo accantonamento dell’ipotesi Meeting Point, il cui recupero era stato stimato in circa 1,7 milioni di euro e giudicato insostenibile dal ministero per mancanza di risorse.
Giovedì è in programma la Conferenza permanente del tribunale, allargata alla Procura generale e alla Corte d’Appello di Torino. In quella sede l’amministrazione ribadirà la proposta di realizzare un’aula da 120-130 posti, dimensionata per accogliere i procedimenti più complessi e partecipati. La Regione Piemonte confermerà lo stanziamento di 500mila euro già annunciato.
Le urgenze sono note: all’orizzonte vi sono il processo per la strage ferroviaria di Brandizzo e quello legato all’Asl/To4, entrambi destinati a richiamare un numero elevato di parti, avvocati e pubblico. L’attuale configurazione degli spazi del tribunale non consente di affrontare dibattimenti di tale portata in condizioni adeguate.
Sulle cifre dell’affitto non si parla ancora apertamente. Dal ministero, tuttavia, sarebbe arrivata la disponibilità a sostenere una parte consistente dei costi, non solo del canone ma anche dell’allestimento: aula principale, sala consiglio, servizi igienici, locale riservato ai detenuti, arredi e cablaggio della rete. La quota residua potrebbe essere coperta dal Comune di Ivrea, che ha già chiesto la collaborazione dei principali centri ricompresi nella giurisdizione eporediese – Chivasso, Brandizzo, Settimo Torinese e Ciriè. Da più amministrazioni sarebbero giunti riscontri positivi, elemento che lascia intravedere una ripartizione più equilibrata dell’onere economico.
Il tema dei costi resta centrale. Non è un mistero che il ministero di Giustizia consideri elevato il canone già corrisposto per lo stabile che ospita procura e tribunale. In passato erano stati interpellati Comune, Inps, Asl e Demanio per verificare la disponibilità di immobili pubblici dismessi da riqualificare. L’esito era stato sostanzialmente negativo: in città non risultano edifici idonei ad accogliere il secondo tribunale del Piemonte per popolazione servita, pari a 515mila abitanti.
Da qui la scelta di lavorare su un’operazione di riassetto interno. L’idea è ricavare la nuova aula al piano terra del complesso giudiziario, negli spazi oggi occupati da Ivrea Parcheggi e dall’Aci, entrambe disponibili al trasferimento. Ivrea Parcheggi, proprietaria dei locali che verrebbero poi concessi in locazione al ministero, potrebbe essere ricollocata nell’ex stazione ferroviaria lato corso Nigra. L’Aci è invece alla ricerca di una sede più centrale.
Per lo spostamento di Ivrea Parcheggi è necessario però l’accordo con Rfi per la concessione dei locali dell’ex stazione, intesa che sarebbe ormai prossima alla definizione, oltre al via libera della Soprintendenza per realizzare i servizi igienici e un nuovo ingresso laterale. Su questo fronte una prima risposta potrebbe arrivare già la prossima settimana. Si tratta dei 130 metri quadrati che affacciano su corso Nigra, un tempo sede della biglietteria e dell’edicola-tabaccheria. Il Comuen punta a una concessione gratuita degli spazi per vent’anni. I lavori di recupero, stimati in circa 120mila euro, potrebbero essere coperti da una transazione legata a un vecchio contenzioso su un terreno vicino alla stazione ferroviatia, che l’amministrazione intende chiudere destinando le somme al progetto.
Un mosaico di passaggi amministrativi e istituzionali che dovrà trovare una sintesi nelle prossime settimane. L’obiettivo dichiarato è garantire al presidio giudiziario eporediese spazi adeguati senza gravare esclusivamente sulle casse comunali, in un equilibrio delicato tra esigenze di funzionalità e sostenibilità finanziaria.