Epstein Files, è il giorno della testimonianza di Hillary Clinton. Cadono altre teste, da Harvard al Nebraska
Il terremoto degli Epstein files scuote gli Stati Uniti. Il partito repubblicano, i democratici. Il mondo della politica, della finanza. Le elite. L’ultimo terremoto – dopo l’indagine di Npr secondo cui mancano dai file oltre 50 pagine in cui una minorenne accusava Trump di abusi – sono le dimissioni di Larry Summers, ex segretario al Tesoro Usa, che ha lasciato la sua cattedra ad Harvard. Le accuse nei suoi confronti finora non riguardano reati sessuali, ma il profondo legame personale e professionale con Epstein, mantenuto ancora per anni dopo la condanna del finanziere nel 2008. Dal Nebraska, invece, sempre per la corrispondenza e i vari incontri con Epstein che compaiono nei documenti del Dipartimento di Giustizia, l’ex senatore democratico Bob Kerrey si è dimesso dalla presidenza della start-up Monolith, azienda energetica specializzata nella produzione di idrogeno a basse emissioni e di nerofumo, una sostanza utilizzata negli pneumatici e in altri prodotti in gomma. E oggi è il giorno della deposizione di Hillary Clinton, che precede di 24 ore quella del marito Bill, che compare in diverse foto con Epstein e giovani ragazze. Entrambe le testimonianze avverranno a Chappaqua, nella loro residenza privata nella contea di Westchester, a nord di New York.
Il deputato repubblicano James Comer, presidente della Commissione per la Vigilanza e la Riforma del governo, aveva già annunciato all’inizio del mese che le deposizioni, videoregistrate, sarebbero avvenute a porte chiuse e in seguito trascritte e pubblicate. Il filmato dovrebbe essere diffuso in base a un accordo che rimanda a quanto accaduto con le testimonianze di Bill Clinton del 1998, quando l’allora presidente dovette rispondere alla giuria su varie accuse di abusi sessuali. Testimonianze poi rese pubbliche il mese successivo. Peraltro è stato proprio Comer a sollevare la questione di un nipote di Maxwell che ha lavorato per Hillary Clinton , scrive il Nyt, “durante la sua campagna presidenziale del 2008 e poi al Dipartimento di Stato. Ma l’avvocato della signora Clinton – scrive il giornale Usa – ha affermato che la signora Clinton non ha mai saputo che il dipendente, Alexander Djerassi, fosse imparentato con la signora Maxwell”.
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