Dopo la tragedia di Crans Montana: sono i gestori a chiedere controlli
PAVIA. Prosegue la stretta sui locali dopo la tragedia di Crans Montana, con il rafforzamento dei controlli per verificare il rispetto delle norme su antincendio, uscite di sicurezza, capienza. A chiedere più accertamenti sono gli stessi esercenti che ieri pomeriggio hanno voluto partecipare all’incontro organizzato da Ascom sul tema sicurezza. Oltre cinquanta i titolari di attività che hanno preso parte al confronto svoltosi a Palazzo Bottigella, alla presenza di prefettura, Arma dei carabinieri, questura, Guardia di finanza. Vigili del fuoco e Comune.
«L’obiettivo è sostenere le imprese attraverso un dialogo costante con le istituzioni», sottolinea Giovanni Merlino, presidente di Ascom Confcommercio, che poi precisa: «La sicurezza non riguarda solo i controlli o gli adempimenti. È un valore condiviso che tutela le imprese corrette, protegge i lavoratori, garantisce serenità ai cittadini e rafforza la qualità del nostro tessuto economico e sociale. Il commercio non è soltanto economia: è stabilità urbana. Per questo il rispetto delle norme e la prevenzione degli atti illegali non sono elementi estranei alla nostra attività, ma parte integrante della responsabilità imprenditoriale».
Una responsabilità avvertita dagli imprenditori che puntano l’indice sull’abusivismo e sugli esercenti che non osservano la normativa vigente. «La sicurezza e la legalità non sono un vincolo allo sviluppo: sono la condizione per uno sviluppo sano e duraturo – spiega Merlino -. Diventa fondamentale rafforzare un’alleanza tra istituzioni e sistema economico, fondata su informazione, prevenzione e collaborazione concreta. Le attività commerciali e i pubblici esercizi rappresentano un presidio essenziale per il territorio. Sono presenza, relazione, servizio. Ogni negozio, ogni bar, ogni ristorante è un punto di riferimento nella vita urbana.
È una luce accesa, è un volto conosciuto, è un elemento di continuità nelle nostre comunità. Dove c’è commercio c’è presenza. E dove c’è presenza c’è controllo sociale, relazione, responsabilità condivisa. Il commercio non è soltanto economia: è stabilità urbana». Da qui la necessità di accompagnare gli imprenditori nei meandri di una normativa articolata e in continua evoluzione. «Non possono essere lasciati soli di fronte a interpretazioni, adempimenti e protocolli di sicurezza – precisa il presidente di Ascom -. Le imprese del commercio e dei pubblici esercizi hanno l’esigenza di operare in un contesto chiaro, sicuro e rispettoso delle regole, potendo contare su un dialogo costruttivo con le istituzioni. Istituzioni che ringrazio per l’impegno quotidiano a tutela della legalità». Regole che, spiega la viceprefetta Cecilia Nardelli, hanno l’obiettivo di garantire anche la sicurezza di clienti e dipendenti dei locali di pubblico spettacolo e intrattenimento.
«Dopo Crans Montana – spiega - c’è stato un ulteriore innalzamento dei controlli, anche a contrasto delle attività abusive, con il supporto dei Comuni che possono operare non solo in un’ottica sanzionatoria, ma fornendo informazioni».
«Se guardiamo a quanto avvenuto oltre confine, le condizioni di sicurezza non esistevano nella loro elementarità – rassicura l’assessore al Commercio Rodolfo Faldini -. Ancora prima alla tragedia abbiamo effettuato controlli di routine che sono proseguiti e che aumenteremo, ma a Pavia non sono state rilevate situazione drammatiche. Resta fondamentale fornire tutte le informazioni necessarie agli esercenti perché svolgano l’attività correttamente, rispettando tutti i canoni di sicurezza. Trasformare la propria attività, ad esempio da bar a discoteca, non è semplice e scontato. Va ribadito che la musica nei bar è di intrattenimento, non è l’attività principale».