“Suicidio, omicidio o disgrazia?”: Epstein e il rapporto con il padre di Ghislaine Maxwell, accusato di essere una spia israeliana e scomparso dal suo yatch in crociera a Tenerife
Accusata e condannata negli Usa, per cinque crimini federali (tra cui tratta e sfruttamento sessuale e adescamento di minori) Ghislaine Maxwell è al centro dello scandalo degli Epstein files, la rete di abusi messa in piedi dal miliardario Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere pochi giorni dopo il suo arresto, nel 2019.
Chi era Robert Maxwell
Proprio come Epstein, anche Robert Maxwell era il prototipo del self-made man. Nato nel 1923 come Ludvick Hock in un misero villaggio della Rutenia (oggi Ucraina) da una povera famiglia ebraica ortodossa, è diventato il padrone di un grande impero delle comunicazioni. Crebbe in orfanotrofio perché i suoi erano troppo poveri. Prima che la sua famiglia venisse sterminata ad Auschwitz lui andò a Marsiglia dove si arruolò nell’esercito cecoslovacco. Nel 1946 ottenne la cittadinanza britannica e iniziò la sua scalata. Il suo primo lavoro fu quello di distributore per un editore di libri di divulgazione scientifica. Poi entrò in politica: da qui riuscì a conquistare la sua posizione economica in cima alla scala sociale. Sin da subito ha messo i figli Kevin e Ian al timone del suo regno. Ghislaine era la nona dei suoi nove figli in tutto. Il magnate, nel 1988 era anche atterrato con il suo jet all’aeroporto di Bologna per rilevare la multinazionale modenese Panini dall’editore Carlo De Benedetti. Insieme ai nostri Berlusconi e Grauso (sardo) ha conquistato anche la fetta di mercato dell’Est, in Polonia, all’indomani della caduta dell’Urss. “Maxwell? Imbroglione” titolava il 25 settembre del 1991 Il Corriere della Sera che riprende un’inchiesta della Bbc che lo accusa di comportamenti scorretti nelle sue manovre finanziarie. Non passò molto e iniziò a emergere anche altro: “L’editore e un giornalista sono agenti israeliani”: scriveva l’inviato a Londra del Corriere Bondì Loretta dopo lo scandalo del Daily Mirror su un presunto traffico d’armi e attività di spionaggio; il giornalista in questione (poi condannato) era il capo della redazione Esteri del Daily Nicolas Davies, e fu accusato insieme a Maxwell di aver intrattenuto una stretta relazione col Mossad e di aver venduto armi israeliane all’Iran. Poco dopo le accuse di essere una spia israeliana, che verranno reiterate in un libro dal giornalista Seymour Hersh, il re dei giornali morì in mare mentre era in attesa del processo. Scomparve dal suo yatch in crociera a Tenerife, al largo delle Canarie, lo stesso yatch che portava il nome di sua figlia, Lady Ghislaine. Venne ritrovato in mare dopo ore. “Suicidio, omicidio o disgrazia?” si chiedeva Vignolo Mino sempre dalle colonne del Corriere della Sera. Ha lasciato ai figli una montagna non di soldi ma di debiti e un buco finanziario enorme. Aveva sottratto centinaia di milioni di sterline dai fiondi pensioni per salvare le sue società. Le sue azioni in borsa vennero sospese e il gruppo smembrato. Maxwell è stato sepolto in Israele dove si tennero anche i suoi funerali. Il magnate aveva espresso la sua volontà di essere sepolto a Gerusalemme. A leggere il suo elogio funebre fu il primo ministro d’Israele Chaim Herzog. La sua morte venne stata liquidata in breve come infarto ma la polizia britannica sospettò subito fosse stato avvelenato da un uomo dell’equipaggio (fonte: il Corriere del 12 novembre del 1991). Spuntò anche la pista di un vascello fantasma. L’autopsia rivelò la presenza di un foro di un millimetro dietro l’orecchio di Maxwell (fonte: il Guardian). Mentre si affollavano le ipotesi sulla sua morte, la sua fortuna crollò. Presto anche il caso della sua morte venne archiviato. Secondo la perizia dei medici di Tel Aviv, “Prima di cadere in mare Robert Maxwell ha ricevuto numerosi colpi con un oggetto contundente. Sono stati individuati alcuni vistosi ematomi. Il naso è fratturato. Un occhio è stato centrato da un pugno” (fonte: Corriere della Sera del 10 gennaio 1992). Come sia potuto cadere un uomo di cento chili da un’imbarcazione con i parapetti altissimi neanche è spiegabile. Anche sua moglie Elisabeth non ha mai creduto al suicidio. Il medico israeliano che seguì l’esame autoptico precisò che “Maxwell è stato brutalmente percosso” ma da chi? Troppe domande si teme resteranno senza risposta in questa storia.
La fuga
Ghislaine, legata sentimentalmente al multimiliardario americano, viene indicata come la adescatrice delle vittime con cui Jeffrey Epstein ha messo in piedi la sua piramide di abusi sessuali perpetrati soprattutto su ragazze minorenni. Dopo il suicidio sospetto di Epstein, Ghislaine Maxwell si dà alla macchia. Gli agenti federali statunitensi la cercano ovunque perché lei ha più cittadinanze, ma alla fine viene trovata e catturata in New Hampshire mentre prova a coprire il suo telefono con la carta stagnola per non essere rintracciata. Ad oggi si stima in 500 il numero di vittime di Epstein. Ci sarebbe riuscito senza la sua inseparabile Ghislaine, compagna di vita? “Per nutrire un mostro devi esserlo anche tu”, dice senza mezzi termini l’avvocato di una delle sopravvissute Brad Edwards. Chi è e da quale ambiente proviene la donna?
Lady Ghislaine (così si chiama anche lo yatch a lei intitolato dal padre) è figlia di un esuberante magnate di successo. Nata in Francia, ha vissuto in quartiere esclusivo di Londra dove ha frequentato lo scalino più alto della scala sociale grazie a suo padre. Era amica tra gli altri del principe Andrew che aveva conosciuto a Oxford e che è poi diventato uno dei protagonisti di questa storia tanto cupa. Ha introdotto lei Jeffrey Epstein nel jet-set internazionale. “È cresciuta in un ambiente sessista, suo padre vedeva le donne come oggetto. Flirtava con me e mia madre davanti a sua moglie. Con la figlia aveva un rapporto strano, morboso, come se fosse la sua amante anche se non in senso fisico”, da un’intervista alla giornalista Petronilla Wyatt, amica di famiglia (fonte: Netflix).
Lady Ghislaine
Quando suo padre morì in mare, annegò anche sua figlia Ghislaine ma nella disperazione. Era legatissima a suo padre e in un colpo perse tutto: anche i soldi. Andò via da Londra e si trasferì a New York dove nel 1991 conobbe Jeffrey Epstein. Subito legò con lui tanto da dare una festa per sua madre a casa del miliardario misterioso che tanto deve avergli ricordato il suo compianto padre di cui poteva essere un valido sostituto. Le prime testimonianze di abusi risalgono al 1996, da parte delle sorelle Marie e Annie Farm (la più piccola aveva solo 12 anni). Entrambe hanno raccontato di essere state adescate dalla Maxwell e poi abusate dalla coppia e anche se sono state le prime vittime inascoltate non saranno certo le ultime. Liz Stein, dipendente di una boutique di lusso, ha raccontato di essere stata adescata in negozio da Ghislaine che poi l’avrebbe molestata sempre con Epstein, durante una consegna in camera d’albergo da cui è riuscita a fuggire (fonte: Netflix). Ha detto anche di essere stata in seguito perseguitata e raggiunta ovunque dalla donna, nonostante avesse cambiato lavoro per sfuggirle. La scrittrice Christina Oxenberger che ha scritto per la Maxwell una sorta di autobiografia ha dichiarato che “Nel ’97 mi disse che reclutava ragazze per soddisfare Epstein perché lei non ci riusciva. Tanto loro sono spazzatura, non sono niente, mi diceva ma non pensavo fossero anche minorenni o l’avrei denunciata”. Anche la sopracitata vittima, Anne Farmer ha dichiarato che “lei stessa abusava delle ragazze”. Dalle testimonianze emerge che il suo ruolo non era di semplice adescatrice. Nel 2000 catturò nella rete una delle prime vittime di Jeffrey Epstein, Virginia Robert Giuffre, morta anche lei suicida in strane circostanze nell’aprile del 2025. Ed è la stessa ragazza fotografata a Londra tra Ghislaine e il principe Andrea. La Giuffre ha raccontato tutto nel suo memoriale postumo “Nobody’s girl” pubblicato in Italia da Giunti.
La causa ambientalista e il carcere
Nel 2014 Ghislaine ha anche provato a ripulire la sua immagine nelle vesti di ambientalista al grido poco credibile di “Salviamo l’Oceano”. Ma nessuno sfugge al proprio passato. Oggi sconta una pena di 20 anni in un carcere “di lusso” del Texas, dopo i primi anni in quello di massima sicurezza della Florida. Continua a proclamarsi innocente e a invocare la Grazia al presidente Trump. Epstein fu arrestato nel luglio del 2019, ma perché non venne catturata subito anche lei? Pare Epstein provò fino alla fine a coprirla e non solo certo per amore. Sapeva che Ghislaine poteva far saltare tutto e tutti. Il super avvocato americano David Boies che ha dato voce a molte sopravvissute a Epstein ha detto che Ghislaine Maxwell “Sa dove sono sepolti un sacco di cadaveri” (fonte: Netflix) ma non è chiaro se in senso metaforico oppure no.
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