Eni autorizzata ad operare in Venezuela: cosa prevede il contratto petrolifero firmato con gli Usa
Anche l’Eni potrà operare in Venezuela dopo la consegna delle licenze da parte del governo americano. Attualmente, l’amministrazione Trump mira a una crescita della produzione nel Paese sudamericano dopo aver arrestato Nicolas Maduro ed è per questo che, oltre alla compagnia petrolifera italiana, altre aziende saranno autorizzate ad operare sul territorio. Tra queste, secondo il rapporto del dipartimento del Tesoro statunitense, ci sono anche Repsol, Shell, Bp e Chevron. Nel documento pubblicato si evidenzia che «qualsiasi contratto per transazioni con il Governo del Venezuela» debba evidenziare che l’accordo bilaterale sia regolato dalle leggi degli americane, così come «qualsiasi risoluzione delle controversie relative al contratto avvenga negli Stati Uniti».
Eni potrà operare in Venezuela: ecco cosa prevedono i nuovi contratti americani sul petrolio
A dare la notizia della nuova attività di Eni in Venezuela è stato un portavoce della compagnia energetica, confermando che «la licenza generale n.50 è stata appena emessa; prendiamo atto che Eni è esplicitamente inclusa e stiamo attualmente valutando le opportunità che essa apre nell’ambito di un dialogo costante e costruttivo con le Autorità statunitensi». Il nuovo protocollo d’intesa degli Usa, in sostanza, autorizza «transazioni relative alle operazioni nel settore petrolifero e del gas» a determinate condizioni. Un’ottima notizia per l’Italia dal momento che, come ha sottolineato il ceo Claudio De Scalzi a gennaio, «possediamo circa 4 miliardi di barili di riserve e nel paese abbiamo circa 500 persone, in gran parte venezuelani».
Cosa prevede il contratto stilato dagli Stati Uniti
Secondo il contratto americano, «qualsiasi pagamento monetario a una persona bloccata, esclusi i pagamenti per tasse locali, permessi o tasse, viene effettuato nei Fondi di deposito del governo estero, come specificato nell’Ordine esecutivo 14373 del 9 gennaio 2026, o in qualsiasi altro conto», come stabilito dal dipartimento del Tesoro. In conclusione, «tutti i pagamenti di tasse o royalty su petrolio o gas al governo del Venezuela, a Pdvsa o a qualsiasi entità Pdvsa devono essere versati nei Fondi di deposito del governo estero o in qualsiasi altro conto secondo le istruzioni del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti».
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