Palermo, l’aula bunker dell’Ucciardone diventa navigabile in Realtà Virtuale per il 40esimo anniversario del Maxiprocesso
Centinaia di studenti e insegnanti, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine e rappresentanti dell’avvocatura partecipano a “Dentro il Maxiprocesso. Memoria e tecnologia a 40 anni dall’inizio del processo alla mafia”. L’evento, organizzato da Addiopizzo Travel, in collaborazione con il Tribunale di Palermo e la Rai nell’aula bunker del carcere Ucciardone, è protagonista nell’ambito delle iniziative per il 40esimo anniversario dell’avvio del Maxiprocesso a Cosa nostra.
In occasione del 40esimo anniversario della prima storica udienza, il MuST23 (Museo Stazione 23 Maggio di Capaci) ha presentato un nuovo progetto. L’iniziativa è stata realizzata dalla cooperativa sociale Addiopizzo Travel, nell’ambito del PNRR (Transizione Digitale Organismi Culturali e Creativi). Il progetto, come si legge sul comunicato pubblicato dal MuST23, “mira a valorizzare e preservare un patrimonio documentale e umano di straordinaria importanza attraverso l’uso di tecnologie avanzate”.
Il progetto, dedicato alla memoria del Maxiprocesso, è strutturato in realtà virtuale per “valorizzare, preservare e rendere accessibile un patrimonio storico, civile e documentale di straordinaria importanza, attraverso l’impiego di linguaggi digitali innovativi e tecnologie avanzate”. L’iniziativa ha due principali obiettivi: lo sviluppo di un’applicazione grazie alla realtà virtuale che, ricostruendo fedelmente l’Aula Bunker di Palermo, consenta ai visitatori di addentrarsi in uno spazio simbolico normalmente non accessibile ai visitatori. Francesca Vannini, Presidente di Addiopizzo Travel, ha spiegato: “Entrare virtualmente nell’Aula Bunker significa guardare la storia negli occhi, trasformando la testimonianza in un’emozione profonda che scuote le coscienze. Non è solo tecnologia, è un ponte teso verso chi non c’era, affinché la memoria di quella lotta diventi un percorso condiviso tra generazioni diverse”.
Il secondo obiettivo, invece, prevede la digitalizzazione di una selezione di atti processuali originali forniti dal Tribunale di Palermo che consente, grazie all’intelligenza artificiale, la consultazione digitale e la ricerca avanzata dei contenuti. “Abbiamo liberato la memoria dalla polvere degli archivi per restituirla alla collettività – ha detto Dario Riccobono, Direttore di MuST23 – grazie all’intelligenza artificiale le migliaia di pagine del Maxiprocesso smettono di essere carta immobile e diventano un dialogo aperto con il presente. Da domani (10 febbraio, ndr), collegandosi al sito maxiprocessoai.must23.it sarà possibile consultare gratuitamente 84 documenti (pari ad oltre 16.000 pagine processuali) del processo più importante contro Cosa Nostra”. Durante l’evento la proiezioni in anteprima del documentario “A futura memoria: i 40 anni del Maxiprocesso” realizzato dalla TGR Sicilia e dalla Sede regionale RAI di Palermo, che diventerà parte, in maniera esclusiva, dell’esposizione permanente del museo.
“Il maxiprocesso di Palermo ha rappresentato molto per la storia democratica del nostro Paese. E’ stato un momento di autocoscienza nazionale, l’occasione per conoscere davvero le tragedie perpetrate da Cosa Nostra, ma, al tempo stesso, ha dimostrato che la democrazia è più forte”. A dirlo è stato il presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, a margine dell’evento. “Questa azione di contrasto al male assoluto, che è stata ed è la mafia – ha aggiunto – è avvenuta con gli strumenti dello Stato di diritto e con l’impegno e la passione civile di tanti uomini e donne dello Stato che hanno investito tutte le loro risorse per dare delle risposte credibili. Cosa nostra è un fenomeno mostruoso e con il maxiprocesso si è dimostrato che con la Costituzione, con lo Stato di diritto e, naturalmente con l’impegno e la passione di tanti uomini dello Stato, le risposte credibili si possono dare”, ha concluso Morosini.
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