Ferro: “Non è più tempo di ambiguità: o si sta con lo Stato o si sta con i violenti”
«Per troppo tempo una parte della sinistra ha mostrato indulgenza verso i centri sociali violenti, quando non li ha addirittura coccolati. È vero che tutte le forze politiche hanno condannato le violenze dopo la diffusione delle immagini del poliziotto a terra, ma non bastano le doverose parole del giorno dopo. Non è più tempo di ambiguità: o si sta con lo Stato o si sta con i violenti». Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno del governo Meloni, non accetta scuse: «La vera solidarietà non è quella espressa nei talk show o sui social, ma quella che si dimostrerà con i fatti quando si discuteranno le nuove norme in Commissione e in Aula. Auspico che ci sia collaborazione sulla risoluzione unitaria proposta dalla presidente Meloni».
Non è stata una degenerazione: è stata una guerriglia urbana deliberata
In una intervista al Riformista l’esponente del Viminale sottolinea che «quello che è accaduto a Torino è di una gravità assoluta. Non è stata una manifestazione pacifica degenerata in violenza. È stata una guerriglia urbana deliberata, un attacco organizzato contro lo Stato e diretto contro le forze dell’ordine. Chi colpisce un uomo con un martello mette in conto di poter uccidere. È vergognoso che qualcuno tenti di minimizzare». E plaude il grande lavoro svolto dalle forze dell’ordine, che alle violenze «hanno risposto con la professionalità, l`equilibrio e il senso di responsabilità che contraddistinguono sempre il loro operato. La risposta è stata ferma ma proporzionata».
La dinamica dei fatti è chiara: ma quali pochi infiltrati, erano 1500 teppisti
E sulla dinamica dei fatti Ferro non accetta letture sbagliate: «è chiara e smentisce una narrazione che abbiamo sentito troppe volte: quella dei “pochi infiltrati”. Qui non c’è nulla di improvvisato. Parliamo di circa 1.500 teppisti che in modo compatto, con caschi, maschere, passamontagna, si sono mossi come un blocco organizzato verso lo sbarramento delle forze dell’ordine. Hanno utilizzato scudi artigianali in lamiera, tubi di lancio, bombe carta, razzi, pietre, oggetti contundenti nascosti negli zaini. Sono stati effettuati 3 arresti e denunciate 24 persone, sequestrati coltelli, chiavi inglesi, frombole, passamontagna».
Non considerare le violenze di Torino un episodio isolato
Infine per Wanda Ferro, esponente del governo e di Fratelli d’Italia «sarebbe un errore enorme considerare» quanto accaduto a Torino «un episodio isolato, perché esistono ambienti estremisti che da anni praticano la violenza come metodo politico e che oggi approfittano di ogni occasione per creare disordini, trasformare le città in campi di battaglia e scagliarsi contro le forze dell`ordine. Non va sottovalutato nemmeno il contesto più ampio: il rischio di saldature tra estremismo ideologico, radicalismi e fenomeni di violenza urbana che coinvolgono anche i cosiddetti maranza. Sono forme di antagonismo eversivo che vanno combattute con chiarezza, determinazione e senza offrire alibi».
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