Australian Open 2026, Alcaraz fa la storia: batte Djokovic e completa il Career Grand Slam
L’Australian Open 2026 ha un vincitore: Carlos Alcaraz. Il tennista spagnolo ha sconfitto in finale Novak Djokovic con il punteggio di 2-6 6-2 6-3 7-5 dopo tre ore di gioco e ha trionfato per la prima volta in carriera a Melbourne. Alcaraz è diventato così il nono giocatore nella storia a completare il Career Grand Slam – dopo Andre Agassi, Don Budge, Djokovic, Roy Emerson, Federer, Rod Laver, Nadal, Fred Perry – ma il più giovane a farlo all’età di 22 anni e 272 giorni. È diventato inoltre il più giovane nell’Era Open a raggiungere quota sette Slam: battuto Bjorn Borg (23 anni e 4 giorni).
Alcaraz ha poi battuto Djokovic per la quarta volta in uno Slam, diventando il terzo per vittorie sul serbo nei Major dietro Nadal (11) e Federer (6). Dopo Rafa Nadal (2009, 2022) è stato inoltre il secondo spagnolo della storia a vincere l’Australian Open. Infine, è diventato il settimo nell’Era Open a vincere di seguito Us Open e Australian Open dopo Ken Rosewall (1970-71), Pete Sampras (1993-94, 1996-97), Agassi (1994-95, 1999-2000), Federer (2005-06, 2006-07), Djokovic (2011-12, 2015-16, 2018-19) e Jannik Sinner (2024-25).
Alcaraz: “Io e il mio team non abbiamo ascoltato quello che dicevano le persone”
“Innanzitutto voglio parlare di Novak, si merita un’ovazione. Quello che fai ispira me e tantissime persone in tutto il mondo. Lavori duro giorno dopo giorno e giochi un tennis fantastico. È stato un onore condividere gli spogliatoi e il campo con te. Grazie per tutto quello che fai. Parlo al mio team adesso. Solo voi sapete quanto abbia lavorato duro per vincere questo trofeo. La pre-season è stata una montagna russa. Non abbiamo ascoltato quello che dicevano le persone e abbiamo continuato a lavorare per la nostra strada. Questo trofeo è vostro. Strano vedere Rafa in tribuna, è stato un grande onore giocare di fronte a te. È stato un onore condividere il campo con te per qualche battaglia e un privilegio vederti assistere a questa finale. Ringrazio l’organizzazione del torneo per averlo reso fantastico di anno in anno. L’amore che sento ogni anno che vengo qui è davvero un privilegio, lo sento non solo durante i match ma anche quando mi alleno e di questo vi ringrazio anche perché mi avete spinto a dare il meglio nei momenti difficili. Non vedo l’ora di tornare il prossimo anno“.
Djokovic: “Non pensavo che sarei stato qui, è stato un grande viaggio”
“Buonasera a tutti (ovazione del pubblico ndr). Innanzitutto complimenti a Carlos, hai fatto un torneo straordinario. Quello che stai ottenendo è storico. Ti auguro il meglio per il futuro della tua carriera. Sei giovanissimo, come me (sorride ndr). Ci rivedremo ancora tante volte. Grazie al mio team perché mi supporta: vi ringrazio per i successi ottenuti. Voglio parlare al leggendario Rafa (Nadal ndr), è strano vederti in tribuna e non sul campo ma voglio solo dirti che è stato un onore dividere il campo con te e averti qui per vedere questa finale. Troppe leggende spagnole, mi sembrava di giocare due contro uno (sorride ndr). Grazie al pubblico, mi avete dato un grande amore come non avevo mai ricevuto. Ho provato a restituirlo giocando un buon tennis. Sinceramente ho sempre creduto in me stesso, è qualcosa di necessario quando giochi a questo livello quando giochi contro avversari come Carlos e Jannik. Sinceramente non pensavo di essere qui oggi a questa cerimonia. Chissà cosa accadrà domani o tra sei o dodici mesi ma è stato un grande viaggio“.
La partita
Il primo set è una doccia fredda per Alcaraz, dominato tatticamente dall’avversario. Tutto parte dal notevole rendimento al servizio di Djokovic, che mette il 78% di prime in campo e vince il 93% di punti. Gioca però anche in modo aggressivo e mettendo i piedi in campo. Allo spagnolo va invece rimproverato di non far male con il colpo in uscita dal servizio e di non rendere la sfida abbastanza fisica. Fatto sta che un break nel quarto e uno nell’ottavo gioco permettono a una versione scintillante di Djokovic di imporsi con un netto 6-2 in poco più di mezz’ora. Siamo sicuri che ci siano 16 anni di differenza tra i due?
Altrettanto rapido il secondo parziale, che finisce però nelle mani del numero uno al mondo, bravo a reagire e ad approfittare del calo di Nole. Alcaraz ottiene il break nel terzo gioco e lo consolida annullando una chance del contro break. Uscito indenne da una fase di gioco piena di errori da entrambe le parti, Alcaraz sale in cattedra e chiude con un parziale di 12 punti a 3: il break nel settimo gioco gli consente di restituire il 6-2 al rivale e ripristinare l’equilibrio.
La terza frazione è quella del calo fisico di Djokovic, che si affida tanto – forse troppo – al servizio e risente molto degli sforzi a cui lo costringe l’avversario. Il primo break arriva nel quinto gioco, ma Alcaraz riesce a ottenerne anche un secondo, nel nono game, prevalendo per 6-3 al quinto set point.
L’impressione è che la finale non abbia più molto da offrire, ma Nole non accenna a mollare e annulla ben sei palle break nel turno di battuta inaugurale del quarto set. Dopo qualche altra chance sprecata – tra cui un ghiotto 0-30 – è proprio Alcaraz a dover fronteggiare una palla break sul 4-4. Djokovic sbaglia tuttavia un rovescio e con quest’errore tramontano di fatto le sue speranze di un quinto set. Lo spagnolo chiude al primo match point sul 7-5 e scrive il suo nome nella leggenda.
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