Rogoredo, schiaffo di Minniti a Pd e Sala: tecnicamente è legittima difesa. La sicurezza non è solo una questione di pattuglie (video)
Quando anche l’ex “pugno di ferro” del Partito democratico deve scendere in campo per ricordare le basi del vivere civile, significa che il baratro ideologico della sinistra moderna è ormai al colmo. Ospite di Paolo Del Debbio su Rete 4, l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, intervenendo sul caso “Rogoredo” non ha usato giri di parole, rivelandosi capace di dare voce al buonsenso. Cosa che, dalle parti del Nazareno di questi tempi, sembra ormai un “oggetto” smarrito da tempo…
Caso Rogoredo, schiaffo di Minniti a Pd e Sala: «Tecnicamente è stata legittima difesa»
E allora con affermazioni tranchant e toni assolutamente convinti e a assertori, Minniti a favore di telecamera e dai microfoni di Rete 4 assevera al di là di ogni raguonevole dubbio: «Noi abbiamo delle forze dell’ordine tra le migliori al mondo e ne dobbiamo essere orgogliosi. Della Polizia di stato, dei carabinieri, della Guardia di finanza. Or-go-glio-si!». E con tanto di scansione sillabica, più chiaro di così non poteva essere… E invece, a stretto giro Minniti assesta un altro colpo ai colpevolisti dem e a tutti coloro che in queste ore si affannano a gridare allo scempio.
Sì, perché sulla ormai drammaticamente nota vicenda di Rogoredo, dove un agente ha dovuto rispondere alla minaccia di un pusher armato — rivelatasi poi una pistola a salve — Minniti è stato tranchant: «Tecnicamente è legittima difesa». Cioè: si schiera apertamente e senza remore dalla parte del poliziotto indagato per omicidio volontario per aver sparato a un marocchino che a Rogoredo lo aveva minacciato con una pistola che si è rivelata a salve solo in un secondo momento.
«Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre forze dell’ordine»
Ossia: mentre certa sinistra corre a processare le divise prima ancora dei tribunali, l’ex titolare del Viminale riporta tutti alla realtà del fango e del buio: a trenta metri di distanza, sotto scacco, non si può fare l’esame balistico a un’arma puntata. Anzi: «Dobbiamo essere orgogliosi delle nostre forze dell’ordine», ha scandito Minniti, quasi a voler risvegliare una coscienza nazionale che il buonismo militante dem tenta ogni giorno di anestetizzare e rinnegare.
Di più. «Dal quadro che abbiamo pare evidente che si sia trattato di legittima difesa. Il poliziotto si trova a 30 metri e quando qualcuno ti arriva nel buio con una pistola non puoi valutare se è una pistola giocattolo, a salve o carica. E devi reagire», chiarisce Minniti. : allora, «come si fa in una democrazia, ci sono le indagini della magistratura, che vanno condotte con equilibrio e rapidamente. Se posso dire – aggiunge poi, e non a caso – un segnale molto positivo è il fatto che la Procura abbia dato l’incarico delle indagini alla Squadra mobile della Polizia, non rompendo un rapporto di fiducia con la Polizia di Stato».
Rogoredo, Minniti, le ragioni delle forze dell’ordine e la stoccata al sindaco
Ma la vera stoccata è quella arrivata per il sindaco di Milano, Beppe Sala. Senza citarlo per nome, ma puntando il dito dritto verso Palazzo Marino, Minniti ha smontato l’alibi del “degrado ineluttabile”. Perché, ha spiegato tra le righe l’ospite di Del Debbio, la sicurezza non è solo una questione di pattuglie. Ma di illuminazione, decoro e rigenerazione urbana. Ed è qui che l’amministrazione di Palazzo Marino finisce sul banco degli imputati: perché se Rogoredo resta un buco nero di spaccio e violenza, la responsabilità è di chi non ha saputo garantire sicurezza e ambiente civile.
Lo Stato ci mette le divise, i Comuni devono accendere le luci…
Per l’esattezza: «La sicurezza non è garantita solo dalle forze dell’ordine ma anche dall’evitare il degrado, dall’avere zone illuminate e dal poter vivere un ambiente civile», ha precisato Minniti ospite su rete 4. Aggiungendo poi a stretto giro: «Questo non è compito delle forze di polizia o del ministro dell’Interno, ma delle amministrazioni pubbliche. Bisogna fare un grande patto tra il Ministero dell’Interno e l’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, con i patti per la sicurezza urbana da aggiornare. Ognuno deve prendersi un pezzo della responsabilità».
Rogoredo (e non solo): la lezione di Minniti in tv
Insomma, il messaggio è chiaro: lo Stato mette le divise. Ma i Comuni devono accendere le luci. Un patto tra Interno e Anci è necessario, ma richiede che i sindaci smettano di fare filosofia e inizino a fare sicurezza. La lezione di Minniti è un ceffone al Pd: se persino il loro miglior ex ministro dà ragione alle tesi del centrodestra, forse è il caso che a sinistra inizino a porsi qualche domanda.
“Dal quadro che abbiamo pare evidente che si sia trattato di legittima difesa”
Così Marco Minniti, ex Ministro dell’Interno, sul caso del poliziotto che ha sparato all’immigrato che lo aveva aggredito con una pistola a #Rogoredo (Milano) pic.twitter.com/PoNQhu8S0W
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) January 29, 2026
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