Il genio di Battiato rivive al Maxxi, Giuli: “Il suo mondo irrorato dal Sacro. Ha rivoluzionato la canzone italiana”
Franco Battiato è stato un artista unico nel suo genere. Genio indiscusso, capace di rendere popolari teorie complicate e concetti filosofici di diversa provenienza. “Ci vuole un’altra vita. E forse molte altre per capire il genio di Franco Battiato”. Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha introdotto la mostra dedicata all’artista de La voce del padrone che sarà aperta da domani, 31 gennaio, al 26 aprile.
Battiato, Giuli: “La sua opera visionaria e multiforme”
“La sua opera d’arte visionaria e multiforme, musicale e cantautorale in primis, come pure pittorica, cinematografica, teatrale, poetica e filosofica, rappresenta una delle testimonianze più alte della cultura italiana contemporanea. A cinque anni dalla sua scomparsa, la mostra-evento ‘Franco Battiato. Un’altra vita’ è il doveroso tributo a un’anima incommensurabile che ha rivoluzionato la canzone italiana”.
La mostra al Maxxi
La rassegna, ospitata nello Spazio Extra del Maxxi, per la cura di Giorgio Calcara, insieme a Grazia Cristina Battiato, è il frutto di una strategia che il Maxxi ha avviato da tempo, nell’ottica di un definitivo superamento di schemi e tabù culturali – prosegue il Ministro -. “Chi scrive ne conosce la storia ed è lieto di avervi contribuito. Avanguardista e contemplativo, eclettico e dionisiaco, Franco Battiato sfugge a ogni classificazione. Tra avventure sperimentali e radicamento nella tradizione, il maestro siciliano – e mediterraneo – ha trovato una via propria, non imitabile, non riducibile a tipi, stili, canoni. Il canone di Battiato è Battiato medesimo. Allo stesso modo, Battiato, ‘straniero’ ideologico, non ha sentito legami di appartenenza, né ha rivendicato cittadinanze politiche. ‘Nei tumulti delle civiltà’, nei tanti mondi, nelle varie epoche che ha attraversato, è stato un viandante orientato e lucido, mosso da una profonda apertura verso la trascendenza e da una straordinaria capacità di sintesi di esperienze, pensieri, simboli”.
“Un’altra vita”, un brano iconico
E’ un iter a tutto tondo lungo il percorso artistico e umano del cantautore quello proposto al pubblico dalla mostra ‘Franco Battiato. Un’altra vita’. La rassegna mostra cita nel titolo un brano iconico degli anni 80 tratto dall’album ‘Orizzonti perduti’, e scritto da Battiato con Giusto Pio. ‘Un’altra vita‘, spiega Calcara “è un brano bellissimo e molto attuale. Lui dice ‘non servono tranquillanti o terapie, ci vuole un’altra vita’: bisognerebbe davvero riprendere da questo testo degli spunti per imparare a vivere meglio la propria esistenza. E poi la mostra cita ‘un’altra vita’ perché studiando bene il fenomeno Battiato vediamo che in cinquant’anni ha cambiato una vita dopo l’altra”.
Le 7 vite di Battiato
Tutte sono rappresentate nella mostra divisa in sette capitoli: “c’è stata la vita del ragazzo che parte dalla Sicilia in cerca del successo e va a Milano a metà anni 60; e poi – prosegue il curatore – gli anni ’70 tutti dedicati alla sperimentazione con l’innovazione della musica elettronica; negli anni ’80 vive il boom della musica pop ed è protagonista ai juke box e con i concerti nelle grandi aree estive”. Sono gli anni nel segno dell’album ‘La voce del padrone’ (1981), il primo Lp a superare le 100.000 copie in Italia e che contiene hit assolute come Bandiera bianca, Centro di gravità permanente, Cuccurucucù.
“Poi negli anni ’90 entra in una fase mistica – prosegue Calcara – compone delle opere meravigliose di musica colta: opere liriche, poi torna in Sicilia nella villa di Milo e diventa pittore” come ampiamente testimoniato nella mostra che contiene numerosi quadri dedicati ai temi a lui cari: come l’Oriente e il misticismo sufi, ma anche tanti ritratti tra cui quello di una delle sue muse, Giuni Russo. “Mio zio era una persona meravigliosa, un essere straordinario” racconta sul filo della commozione Grazia Cristina Battiato anima della Fondazione che porta il nome dell’artista e che vuole tramandare la sua opera. “Non amava essere chiamato maestro ma il suo modo di essere e di rapportarsi agli altri è stato il suo più grande insegnamento: quello che mi ha portato, senza che mi dicesse mai cosa fare, ad affrontare la vita in una certa maniera”.
Giuli: “I suoi mondi continuano a incantare”
Il ministro Giuli ha aggiunto: “Quello di Battiato è un mondo irrorato dai barbagli del sacro: le letture di Jalal al-Din Rumi, Georges Ivanovic Gurdjieff e René Guénon sono state certamente seminali ; non meno importanti sono stati gli incontri e le collaborazioni: da Giorgio Gaber a Giusto Pio, da Giuni Russo ad Alice; da Lucio Dalla a Milva, da Juri Camisasca a Patty Pravo, da Carmen Consoli a Fiorella Mannoia; da Mango a Francesco De Gregori, dai CSI a Morgan e Marco Pancaldi ; senza dimenticare il lungo sodalizio con Manlio Sgalambro, filosofo e poeta: coautore di alcuni fra i suoi testi più belli. Battiato è stato l’inventore di composizioni e mondi sonori che, da classici quali sono, continuano, e continueranno, a incantare l’ascoltatore”. La mostra illustrata in questo catalogo – aggiunto- non è un mero omaggio celebrativo, ma un viaggio iniziatico nell’altra vita di Franco Battiato: un siciliano, un grande italiano che, tra musica, arte e spiritualità, ci ha insegnato come è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”.
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