Disabilità e migrazione, nasce un Osservatorio contro le discriminazioni multiple
Migliorare la consapevolezza dei loro diritti e sostenere le persone con disabilità di origine straniera provenienti da contesti molto diversi. È nato il primo Osservatorio permanente sulle persone con disabilità e background migratorio, promosso dalla Fondazione ISMU-Iniziative e Studio per la multietnicità in collaborazione con LEDHA-Lega per i diritti delle persone con disabilità e Caritas Ambrosiana. Si origina dall’esperienza del progetto “CiSiamo” per favorire il lavoro in rete degli enti del Terzo settore e contrastare le discriminazioni multiple che subiscono in particolare donne e uomini con disabilità e di origini straniere. “L’Osservatorio vuole proseguire il confronto e la collaborazione tra le realtà promotrici, oltre ad allargarlo ad altri enti e associazioni che si occupano di questi temi sociali e inclusivi, per approfondire le caratteristiche e i bisogni specifici di questa fascia di popolazione che spesso fatica a trovare risposte nei servizi pubblici e nel privato sociale”. A dirlo a ilfattoquotidiano.it è Giovanni Merlo, direttore Ledha che aggiunge come “l’obiettivo di fondo è raggiungere quante più persone con disabilità e background migratorio possibile, per fare in modo che possano diventare consapevoli dei loro diritti e delle loro responsabilità, conoscere le opportunità presenti nella società ed essere protagoniste della loro vita personale, familiare e sociale”. Il Comune di Milano, in particolare il Milano Welcome Center per persone migranti e rifugiate e la rete dei 40 enti del Terzo settore con cui il servizio è in coprogettazione, ha aderito all’iniziativa e l’Osservatorio è aperto alla partecipazione di ulteriori soggetti interessati a contribuire a questo lavoro condiviso.
“L’Osservatorio muoverà nelle prossime settimane i suoi primi passi, una volta raccolte le disponibilità e l’interesse di altre organizzazioni di farvene parte”, spiega Merlo. “È ragionevole pensare che svolgerà, prima di tutto, un’attività di ricognizione della situazione, in base ai pochi dati disponibili e alle tante esperienze delle organizzazioni che fanno parte dell’Osservatorio”. Per il direttore di LEDHA “sarà necessario fare emergere, anche sulla scorta del progetto “CiSiamo”, i problemi e le situazioni concrete che vivono le persone con disabilità e con background migratorio insieme agli esempi di iniziative ed esperienze positive già in atto”. L’obiettivo sarà comunque quello di ridurre le distanze, cioè di trovare i canali di comunicazione e relazione per rendere protagoniste e coscienti dei propri diritti le stesse persone in merito alle attività in loro favore. Sul territorio della Città Metropolitana di Milano “purtroppo non è possibile ipotizzare una cifra indicativa di quante persone con disabilità migranti sono potenzialmente interessate perché non abbiamo dati specifici su questo tipo di persone e questa mancanza segna quanto la condizione di vita delle persone con disabilità e con background migratorio sia ancora poco conosciuta e poco considerata. Anche per questo motivo”, aggiunge al Fatto.it Merlo, “è importante che l’Osservatorio inizi presto a funzionare”.
Il problema principale per queste persone verso cui è dedicato l’Osservatorio rappresenta l’accesso alle informazioni: la barriera linguistica, soprattutto per chi è arrivato da poco in Italia, rappresenta spesso un ostacolo importante, per reperire informazioni sui servizi, le modalità e i criteri di accesso. Più in generale resta il tema della consapevolezza rispetto ai diritti esigibili: solo se si conoscono i propri diritti è possibile agire per esercitarli. “Ancorché vittime di una invisibilità che concorre a oscurarne i bisogni, limitarne l’accesso ai servizi, ostacolare la segnalazione degli episodi di discriminazione, inibire la valorizzazione del loro potenziale, le persone con disabilità e background migratorio sono in grado di sollecitare risposte innovative, costruite dal basso imparando dalle situazioni concrete e valorizzando lo straordinario patrimonio di conoscenze, esperienze e sensibilità di cui sono depositari tanto gli operatori dei servizi, quanto le stesse persone a rischio di esclusione”, afferma Laura Zanfrini, responsabile del settore Economia, lavoro e welfare di Fondazione ISMU e ideatrice del progetto da cui è nato l’Osservatorio. “La nostra ambizione”, continua Zanfrini, “è di promuovere un salto di qualità nella capacità di corrispondere ai bisogni e alle potenzialità di una società sempre più eterogenea. Trasformando la vulnerabilità in valore aggiunto”.
Come le donne con disabilità doppiamente vittime di discriminazioni e violenze anche le persone disabili provenienti da altri Paesi affrontano condizioni di vita più pesanti rispetto alla media nazionale. “Sempre più spesso”, evidenzia Merlo, “ci troviamo a dover affrontare episodi di discriminazione intersezionale, in cui la dimensione della disabilità si interseca con altre caratteristiche della persona come ad esempio il genere, l’orientamento sessuale e, nel caso di questo progetto, il background migratorio”. La collaborazione con realtà del Terzo settore che si occupano di migrazioni è fondamentale per LEDHA perché consente di rispondere in modo più efficace e competente ai bisogni complessi delle persone con disabilità di altre nazionalità, offrendo strumenti, informazioni e tutele realmente accessibili. “In questo percorso, LEDHA metterà a disposizione dell’Osservatorio il proprio patrimonio di competenze ed esperienze, contribuendo a rafforzare il lavoro di tutte le realtà coinvolte”, conclude Merlo.
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