Polemica sul segretario Anm per un post che paragona Minneapolis alla riforma, Nordio attacca: “Disgustoso”
Un post sui social network espone a un fuoco incrociato di polemiche Rocco Maruotti, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati. “Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella democrazia al cui sistema giudiziario è ispirata la riforma Meloni-Nordio. Giusto dire No”, ha scritto il leader del sindacato delle toghe, accostando la separazione delle carriere alla morte di Alex Pretti, ucciso da agenti dell’Ice a Minneapolis. Un post poi cancellato, con tanto di scuse da parte dell’autore: “Non ritenevo e non ritengo opportuno paragonare la situazione statunitense, che pure deve porre interrogativi importanti sulla tenuta dello Stato di diritto in tutto il mondo, con quella italiana. E pertanto mi scuso con chi vi ha letto un accostamento improprio – ha detto – La critica era rivolta a ciò che sta accadendo in questi giorni a Minneapolis e mirava a mettere in evidenza il fatto che il sistema accusatorio puro non rappresenta necessariamente un argine ad ingiustizie e gravi violazioni dei diritti umani come quelle che si stanno verificando negli Stati Uniti”.
Visto il clima da campagna elettorale per il referendum, però, l’occasione è stata subito sfruttata dal fronte del Sì per attaccare l’Anm. Si è esposto personalmente il ministro della Giustizia definendo il post “disgustoso” , attaccando Maruotti: “Ci auguriamo che la maggioranza dei magistrati cestini questo post nella pattumiera della vergogna. Esso offende Governo, Parlamento e chi amministra la giustizia”, ha detto Carlo Nordio, avvertendo inoltre che “un dialogo con simili indegni interlocutori sarebbe irrimediabilmente compromesso”. Poi, commentando le scuse di Maruotti, il guardasigilli ha parlato di “retromarcia grottesca e inaccettabile”.
Il tono di Nordio ha dato il ritmo alle durissime reazioni di tutto il centrodestra. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, ha parlato di “affermazioni farneticanti” e invitando Maruotti a scusarsi con gli italiani, per poi ironizzare: “Se scrive i provvedimenti come ha scritto il post, poveri noi”. Mentre la vice capogruppo FdI alla Camera Elisabetta Gardini ha ripetuto che “accostare la riforma italiana a un tragico fatto di cronaca oltreoceano è un esempio pericoloso di mistificazione”. Altri esponenti di FdI hanno definito la vicenda “grave” e “inquietante”, mentre al Csm le consiglieri laiche eletti in quota Lega Isabella Bertolini e Claudia Eccher hanno chiesto l’apertura di una pratica per valutare eventuali profili disciplinari. Enrico Aimi, già senatore di Forza Italia e ora membro di Palazzo dei Marescialli, parla di “grave scivolamento sul piano della neutralità e dell’equilibrio istituzionale”. E sempre dentro al Csm si registra l’intervento di Magistratura indipendente, la corrente interna alle toghe più vicina alle posizioni del governo che “evidenzia la necessità che nella campagna referendaria il dibattito tra i sostenitori delle diverse opinioni venga riportato, con moderazione e misura, ai contenuti e rischi della riforma”. Per questo la presidente di MI Loredana Miccichè e Claudio Galoppi richiamano “tutti i magistrati, specie coloro che ricoprono cariche rappresentative nell’Anm, a mantenere nel dibattito pubblico e sui social network la necessaria postura istituzionale mediante pertinenza di argomenti e sobrietà dei toni, anche al fine di evitare prevedibili e dannose strumentalizzazioni”.
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